29 Settembre 2016

«Agricoltori, fate causa o pagherete comunque»

«Agricoltori, fate causa o pagherete comunque»

d Tengono il punto. E non arretrano di un passo. Perché la questione è tutt’ altro che risolta. Anzi. I nodi, sul tavolo, ci sono ancora tutti. Per questo Cia, Coldiretti e Codacons invitano gli agricoltori, almeno quelli che hanno ricevuto ingiunzioni di pagamento per cifre consistenti, a fare ricorso alla commissione tributaria provinciale contro il versamento del “tributo 630” richiesto dai Consorzi di bonifica Arneo e Ugento Li Foggi. «I servizi non ci sono e i soldi per far funzionare i Consorzi nemmeno – dice Giulio Sparascio, presidente della Cia – e siamo stanchi, ormai, persino di discutere dei Consorzi. La Regione li rimetta in sesto o li chiuda, li cancelli una volta per tutte». Sparascio è convinto che «i problemi siano tutti ancora irrisolti. Agricoltori e campagne non hanno ricevuto alcun servizio né beneficio visibile e verificabile dalle presunte azioni di bonifica dei Consorzi. E nemmeno il loro commissaria mento ha sortito qualche effetto tangibile. Molti agricoltori che hanno ricevuto le ingiunzioni di pagamento hanno comunque scelto di pagare perché le cifre richieste erano irri sorie, ma non è giusto che accada questo. Si paga per un servizio, non così. E in agricoltura, ormai – conclude – siamo pieni di strumenti e “contenitori” che dovrebbero servire a qualcosa, ma sono ridotti ad apparati burocratici autoreferenziali». «Parecchie centinaia» le richieste di chiarimenti e aiuto alla predisposizione dei ricorsi ricevute dalla Cia negli ultimi mesi, come conferma Vito Murrone, braccio operativo e direttore dell’ associazione. «Ci hanno chiesto tutti se fosse o meno consigliabile pagare, li abbiamo aiutati – dice Murrone – ma la decisione finale spetta comunque al contribuente». E, per il Codacons, «i contribuenti devono fare ricorso». L’ invito porta la firma del presidente dell’ associazione dei consumatori, Piero Mongelli: «Quand’ anche Soget pubblicasse in queste ore il provvedimento di sospensione amministrativa, dovremmo prima verificare che sia valido. Al netto di ogni valutazione, quindi, gli sportelli del Codacons continueranno a dare assistenza e a invitare gli agricoltori a impugnare le cartelle». Ieri c’ è stata la notifica dei primi due ricorsi, altre ne seguiranno nei prossimi giorni. «Parliamo di ricorsi per grosse cifre – aggiunge Mongelli – perché è in quei casi che fare causa conviene». E prima di rivolgersi ai giudici è d’ obbligo, anche, una valutazione dei benefici che i contestati interventi dei Consorzi avrebbero o meno apportato a immobili e campagne di proprietà dei singoli agricoltori: lo sottolinea il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno. «La nostra posizione è questa – spiega -: si deve sempre correlare il beneficio ottenuto con il tributo richiesto. E qualora gli interventi realizzati non avessero apportato beneficio alcuno, allora sarebbe giusto non pagare. In casi simili abbiamo sostenuto gli associati nella preparazione dei ricorsi. Agli agricoltori interessa che il territorio sia manutenuto e che il rischio di eventi calamitosi sia ridotto: per quello sono disposti a pagare, ma non per mantenere strutture non efficienti e inutili. La bonifica conclude – è fondamentale, ma va fatta. E per davvero». P.Anc.
 

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