23 Agosto 2003

Agosto, prezzi-choc

Agosto, prezzi-choc.
E sotto la Torre
inflazione al 3,5%




PISA ? Le temperature roventi fanno innalzare anche il termometro dei prezzi che all`ombra della Torre subiscono una nuova, decisa impennata. E puntualmente va in scena un copione che, un mese dopo l`altro, si ripete ormai da tempo: dati alla mano, nella nostra città il tasso tendenziale annuo di inflazione appare ben più elevato che nel resto dello Stivale. Se infatti a livello nazionale, secondo i dati elaborati dall`Istat sulla base delle rilevazioni compiute ad agosto nelle città campione, tale tasso si attesta al 2,8%, a Pisa siamo arrivati in agosto addirittura al 3,5%.
E` questo, infatti, il risultato dell`analisi compiuta puntualmente dall`Ufficio Statistica del Comune che esamina i prezzi di centinaia di prodotti venduti al dettaglio nella piccola e nella grande distribuzione appartanenti alle più diverse categorie merceologiche. Ogni mese vengono eseguite, per ciascun prodotto, da 3 a 19 rilevazioni dei prezzi in modo da ottenere uno spaccato molto attendibile della situazione. Nella tabella che pubblichiamo qui a fianco sono infatti riportati alcuni dati ? tra i tanti forniti dal Comune ? relativi all`andamento dei prezzi per alcuni generi alimentari di largo consumo; chiunque può verificare il prezzo medio registrato in agosto 2003 e la variazione rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.
Tornando ai numeri va rilevato che a Pisa, negli ultimi 30 giorni, i prezzi sono aumentati in media dello 0,2% facendo lievitare il tasso tendenziale annuo di inflazione dal 3,4% al 3,5%, dunque molto al di sopra dell`andamento registrato a livello nazionale, dove si è passati dal 2,7% di luglio al 2,8% di questo mese. Dati comunque da brivido, molto lontano dal tasso programmato per il 2004 (1,7%) e distante anni luce dall`attuale andamento dell`inflazione registrato in Germania (0,8%), da sempre uno dei Paesi con l`economia più stabile dell`intera Eurolandia.
Sulle rive dell`Arno gli aumenti più consistenti si registrano per le voci «abitazione, acqua, energia e combustibili» e «bevande analcoliche e tabacchi» i cui rincari, su base annua, segnano addirittura +7,4%; seguono «abbigliamento e calzature» (+6,0% gli aumenti medi rispetto a un anno fa), «alberghi, ristoranti e pubblici esercizi» (+4,4%), «generi alimentari e bevande alcoliche» (+4,2%), «mobili e articoli per la casa» (+4,0%). E via così, poco allegramente.
Dura la reazione dell`Intesa dei Consumatori (Adusbef, Federconsumatori, Adoc, Codacons) delle associazioni dei consumatori che, dopo i rincari estivi, temono un autunno ancor più rovente: «Le prime avvisaglie arrivano dalla scuola: giungono segnali molto preoccupanti, di aumento dei prezzi fino al 20% per i cosiddetti corredi scolastici». Nel gennaio scorso le stesse associazioni avevano lanciato il grido d`allarme paventando una perdita del potere d`acquisto per ciasucna famiglia pari a circa 1.400 euro per colpa dei rincari. «Di questo passo ? dicno ? tale stima andrà ritoccata, non poco, al rialzo. A rimetterci, alla fine, sono sempre i lavoratori e le famiglie a reddito fisso».





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