Agitazione confermata. I consumatori: boicottaggio
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fonte:
- Il Gazzettino
Le farmacie private abbassano le saracinesche contro la liberalizzazione dei farmaci di automedicazione. I titolari di farmacia scioperano oggi dopo che Federfarma, venerdì, ha visto cadere nel vuoto la serie di richieste di dialogo presentate al governo. Che ha risposto di non voler cambiare obiettivi, e cioè “il miglioramento dei servizi con la concorrenza“, e così “la riduzione dei costi per i cittadini“. Federfarma ha replicato invitando gli associati allo sciopero: a garantire il servizio resteranno aperte solo le farmacie di turno. E cioè, nel territorio dell`Ulss 18, a Melara, Crespino, Bosaro, Ramodipalo, Trecenta (Lorenzoni), Santa Maria Maddalena, Pincara, Calto, e nel territorio dell`Ulss 19 ad Adria (Gonella e Biondani), Porto Viro (Girotto), Ca` Tiepolo (Marsi) e Pettorazza (Conforti). Le farmacie comunali invece, che in Polesine sono cinque (il dispensario dell`Ulss 18 a Borsea più le quattro a Rovigo: la n.1 in via Badaloni e le farmacie di Sant`Apollinare, Boara Polesine e in viale Tre Martiri) hanno deciso di non intraprendere alcuna forma di protesta e oggi resteranno aperte (tranne quella di Boara, chiusa per ferie) garantendo continuità di servizio e impegnandosi al massimo “per alleviare i disagi ai cittadini“ derivabili dalle chiusure delle rivendite private, come si legge nel comunicato diramato ieri dall`associazione di riferimento Assofarm.Al contrario Federfarma, la federazione dei titolari di farmacia, ha preannunciato che lo sciopero di oggi “è solo la prima di una serie di iniziative di protesta già programmate nel caso in cui il governo continuasse a fare concertazione solo a parole“. I titolari di farmacia, infatti, accusano che dietro le misure di liberalizzazione decise con il decreto Bersani si nascondono “gli interessi della grande finanza, che vuole avere il monopolio di tutto ciò che è commerciabile“. Una situazione, secondo il presidente provinciale di Federfarma, Guido Bonetto, che si traduce “nella banalizzazione del farmaco a genere di consumo comune“. Federfarma dice di essere consapevole di arrecare, protestando, gravi disagi ai cittadini. Ma afferma che lo sciopero è necessario “perché il governo ha dimostrato una totale insensibilità“ verso le proposte di correzione presentate “per difendere il diritto alla salute“.I titolari di farmacia sono disponibili ad accettare la libera vendita dei farmaci di automedicazione solo se certificati “maneggevoli e sicuri“ dall`Agenzia del farmaco, e meglio se in confezioni ridotte per favorire i consumi entro la data di scadenza. Inoltre, chiedono ai produttori di rivelare i prezzi praticati ai grossisti in Italia e negli altri Paesi europei. Spiegando così il perché dei prezzi più alti in Italia. Contro lo sciopero dei titolari di farmacia protestano Codacons e Adoc perché “è un`interruzione di pubblico servizioì“. Il Codacons ha deciso di schierarsi apertamente contro Federfarma e ha dichiarato a sua volta una giornata di protesta per domani: i consumatori saranno invitati a boicottare le farmacie private, per rivolgersi solo a quelle comunali.
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