Aggredito un altro capotreno
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
MILANO – “Sono sempre più numerosi i
casi di aggressioni messe in atto da
gruppi di giovani e giovanissimi, stra-
nieri come italiani, che ricorrono ad una
feroce violenza per piccoli furti, rapine,
o semplicemente per combattere la noia
e passare il tempo. Chiediamo di dotare i
treni italiani a maggiore rischio di
agenti delle forze dell’ordine che svolga-
no attività di controllo anche in borghe-
se e a campione, in modo da garantire
l’incolumità di passeggeri e dipendenti,
aumentare il livello di sicurezza e svol-
gere funzione deterrente contro atti di
violenza come quello di ieri” , afferma il
Presidente Codacons, Carlo Rienzi. La
violenza sui treni nei confronti di ferro-
vieri e passeggeri sta diventando un fe-
nomeno diffuso. «Basta, adesso non ci
resta che sospendere la controlleria sui
treni». Così il segretario generale della
Fit-Cisl Giovanni Luciano ha commen-
tato l’aggressione a colpi di machete a
due ferrovieri di Trenord e chiede alle
aziende di far sospendere le
operazioni di controlleria a
bordo dei treni: «O lo faranno
loro oppure lo faremo noi –
avverte -, facendone uno
sciopero bianco in virtù della
sicurezza dei lavoratori».
Prosegue Luciano: «Le ag-
gressioni sempre più fre-
quenti ai lavoratori del tra-
sporto ferroviario sui treni
sono da tanto tempo denun-
ciate invano dal sindacato.
Adesso si è superato ogni li-
mite: non sono bastati gli
scioperi come quello di do-
menica scorsa in Liguria,
per far capire che ormai da tempo si vive
un’emergenza quotidiana. Non si può
andare a lavorare col rischio ogni gior-
no di essere aggrediti fino a quasi perde-
re la vita. Non è giusto. Non lo soppor-
tiamo più».
Luciano esprime quindi vicinanza ai
colleghi ferrovieri e aggiunge: «Ci
aspettiamo che il Ministero degli Interni
e quello dei Trasporti entrino in campo
concretamente. Non basta mettere i var-
chi solo per i treni Frecciarossa. Vor-
remmo capire – conclude – come mai in
aeroporto ti tolgono pure le scarpe e alla
stazione si può entrare con un mache-
te». Nei primi cinque mesi del 2015 sono
state 44 le aggressioni al personale di
Trenord: in 18 casi si è trattato di ag-
gressioni fisiche, in altri 26 di violente
minacce verbali. «E’ arrivato il momento
di domandarci perché nei treni e nelle
metropolitane non siano adottati gli
stessi sistemi di sicurezza in uso negli
aeroporti. L’utilizzo di scanner o altre
apparecchiature per rilevare la presen-
za di armi o corpi contundenti, ad esem-
pio, aiuterebbe non poco ad impedire il
verificarsi di episodi criminosi e a preve-
nire atti terroristici». Lo afferma il pre-
sidente del gruppo Misto alla Camera Pi-
no Pisicchio.
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