14 Gennaio 2022

Aggiunge una postilla sulla responsabilità dello Stato, i medici le negano il vaccino

Se non fosse vera, sembrerebbe una scena – al limite tra il surreale e il comico – tratta da una recente stand-up comedy. Eppure, quello accaduto mercoledì scorso in un centro vaccinale di Roma corrisponde alla realtà dei fatti, con tanto di denuncia al Codacons presentata dalla protagonista della vicenda.

Una donna ultracinquantenne, obbligata a vaccinarsi secondo le recenti disposizioni introdotte dal governo, il 12 gennaio scorso si è recata nel centro vaccinale Cesa in via Alvaro, nella Capitale, per sottoporsi all’inoculazione. Al momento di firmare il modulo del “consenso informato”, che tutti quelli che si apprestano a vaccinarsi devono sottoscrivere – dichiarando di aver compreso i benefici e i rischi del trattamento sanitario –, la donna ha estratto dalla borsa una penna e ha aggiunto di suo pugno la seguente frase: Non liberando lo Stato italiano, che mi obbliga a questa vaccinazione, da ogni eventuale avversità, malattia derivante, o qualsiasi effetto indesiderato ne derivasse.

Il personale sanitario del centro si accorge della postilla scritta a penna e ne nasce una discussione. Interviene il direttore della struttura, che chiede ai medici presenti di aggiungere a loro volta una contro-postilla al modulo: Si prende visione della postilla inserita dalla paziente e non si acconsente alla vaccinazione sulla base di quanto riportato e scritto. Si comunica alla paziente che si potrà procedere alla vaccinazione solo previa firma del consenso informato.

Desidero vaccinarmi qui ed ora, ma non mi viene effettuata la vaccinazione perché ho inserito la postilla che non esonera lo Stato Italiano.

La seconda frase aggiunta dalla donna sul modulo del consenso informato

È una vera e propria “guerra delle postille” quella messa in atto nel centro vaccinale di via Alvaro: non contenta, la donna riporta per iscritto un’ulteriore frase: Desidero vaccinarmi qui ed ora, ma non mi viene effettuata la vaccinazione perché ho inserito la postilla che non esonera lo Stato Italiano.

La vicenda potrebbe ora finire in tribunale, dal momento che la “quasi vaccinanda” si è rivolta al Codacons segnalando il caso e chiedendo di essere tutelata legalmente. L’associazione sta studiando la fattibilità di un’azione legale contro lo Stato e il centro vaccinale che ha rifiutato il trattamento; nello specifico, il Codacons avanza l’ipotesi che in capo ai medici coinvolti vi siano gli estremi del reato di abuso d’ufficio.

“L’episodio dimostra come sia urgente e necessario modificare il consenso informato che i cittadini devono firmare quando si sottopongono alla vaccinazione anti-Covid”, dichiara in una nota il presidente del Codacons Carlo Rienzi. “In presenza di un obbligo vaccinale – aggiunge Rienzi – lo Stato è tenuto per legge a risarcire qualsiasi danno sanitario legato alla vaccinazione, ma di tale responsabilità stabilita dal nostro ordinamento non si fa alcuna menzione nel modulo di consenso informato, che al contrario, così come formulato, oggi addossa ai cittadini qualsiasi rischio legato alla somministrazione del vaccino”.

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