1 Settembre 2017

«Aggiornare i catasti del fuoco»

L’ emergenza incendi per fortuna è passata non così le polemiche. Il Codacons nazionale ieri ha scritto una lunga nota in cui preme affinchè i Comuni tengano aggiornati i catasti sulle aree incendiate. In realtà a stabilirlo è la legge nr. 353/2000 che prevede un preciso obbligo di dotarsi di un catasto in cui registrare i terreni che sono stati attraversati dalle fiamme, negli ultimi cinque anni. Il catasto è fondamentale perchè la legge impone che sulle aree colpite da incendio non possano essere realizzati strutture o infrastrutture civili, commerciali o industriali per 10 anni dal rogo e, in caso di trasgressione, i Comuni sono obbligati a disporre la demolizione immediata delle opere realizzate a spese dei responsabili. Inoltre i fondi percorsi dal fuoco non possono subire cambi di destinazione d’ uso per 15 anni e nei contratti di disposizione di detti fondi va richiamato questo vincolo, pena la nullità dell’ atto stesso. Infine su dette aree sono vietate per 5 anni le attività di rimboschimento sostenute con risorse pubbliche e per 10 anni pascolo e caccia. La norma – spiega il Codacons – è nata proprio per evitare che lo stesso rimboschimento si trasformi in un vero e proprio affare, pagato dai Cittadini. E’ quanto si legge in una nota del Codacons, che evidenzia come «in Calabria siano stati incalcolabili sia i danni alla fauna per tutti gli animali, impossibilitati a fuggire e morti tra le fiamme, sia quelli alla flora. Danni, questi ultimi, che rendono ancor più preoccupante il rischio di crolli e lasciano presagire il peggio, in termini di dissesto idrogeologico, alle prossime abbondanti piogge». «In più tratti le scarpate, ormai spoglie della vegetazione, si mostrano cedevoli, con piccoli massi che già si riversano nelle strade sottostanti, senza esserci stata alcuna precipitazione, figuriamoci quando arriveranno le piogge autunnali o, peggio, le ormai non più rare ‘bombe d’ acquà – prosegue l’ associa zione dei consumatori -. Per tali ragioni il Codacons ha avanzato una formale richiesta di accesso al Comune di Catanzaro per ottenere copia del Catasto dei terreni, aggiornato con l’ attestazione dell’ avvenuta pubblicazione annuale sull’ albo pretorio e di tutte le osservazioni pervenute. Il Codacons ha chiesto, altresì, di conoscere tutte le aree sottoposte a vincolo e, soprattutto, il numero dei procedimenti attivati per imporre ai proprietari di fondi incolti la pulizia degli stessi, onde prevenire gli incendi nonchè il numero di interventi eseguiti dall’ Ente in danno ai proprietari che sono rimasti inadempienti». Nel contempo – conclude la nota dell’ associazione – il Codacons ha chiesto alla Regione Calabria di elaborare uno specifico piano di protezione civile per le aree poste a valle dei costoni devastati dagli incendi che, con le piogge autunnali, rischiano di essere soggetti a gravi frane e smottamenti. Insomma se le istituzioni reagiscono con lentezza i cittadini invece fanno sul serio. E’ sempre notizia di ieri che in provincia di Cosenza è nato un comitato spontaneo “Stop incendi”. «Stop agli incendi dolosi che stanno devastando, in questa estate anomala, il patrimonio boschivo della Calabria e contro il disastro ambientale che si sta consumando». Sono questi gli obiettivi del Comitato stop incendi Calabria (Csi Calabria) – è detto in un comunicato – nato sulla base di due esperienze: la campagna di sensibilizzazione e denuncia ad opera dell’ associazione longobucchese “Spegniamo il fuoco, accendiamo il futuro” e la petizione online ‘#stopincendi calabria, presente nella piattaforma change.org e che, ad oggi, ha raccolto oltre 11.000 firme». «L’ obiettivo – riporta ancora la nota – è comprendere e denunciare le cause della distruzione di ettari ed ettari di macchia mediterranea e sensibilizzare la società civile, realizzando una rete di associazioni su base comunale che si occupi della salvaguardia del patrimonio boschivo e del paesaggio calabrese. L’ ur genza di costituire un comitato regionale che si occupi di queste tematiche nasce dall’ evidenza dei dati: secondo i dati elaborati dai Verdi e raccolti dalla commissione Ue nell’ am bito del progetto Copernico, dall’ 1 gennaio al 29 agosto 2017, la regione italiana più colpita è stata la Sicilia con 40.976 ettari andati in fumo, mentre la Calabria è seconda con 32.809 ettari, pur avendo quest’ ul tima una superficie territoriale molto inferiore. Il comitato chiede il ritiro immediato del bando relativo alla misura 8 del Psr Calabria 2014/20 “investimenti nello sviluppo di aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste”, ritenendo che questo incentivi comportamenti cri minosi che hanno causato la serie di incendi di questa estate». «Crediamo inoltre che la causa principale di tale disastro – è detto ancora nel comunicato dei promotori debba attribuirsi al completo fallimento del Sistema anti incendio boschivo regionale (Aib), che si è dimostrato inadeguato dal punto di vista lo gistico -organizzativo, sia nella fase emergenziale che, e soprattutto, in quella di prevenzione. A tali responsabilità vanno poi ad aggiungersi anche la mancata attuazione della legge Madia, con l’ improvvido assorbimento del corpo forestale nell’ arma dei carabinieri e il passaggio di funzioni dell’ Aib ai vigili del fuoco».

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