«Aggio» giù di due punti e task force sui fallimenti
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fonte:
- Il Manifesto
Sara Farolfi Come aveva annunciato una settimana fa, dopo gli scontri davanti alla sede napoletana di Equitalia, ieri il premier Mario Monti ha incontrato i vertici dell’ Agenzia delle entrate e della società pubblica della riscossione. Un incontro veloce nella sede romana di Equitalia per esprimere «sostegno incondizionato del governo a fronte dei numerosi atti di intimidazione e aggressione che in questi ultimi tempi si sono ripetuti con frequenza e che vanno condannati con grande fermezza» e anche per delineare il quadro degli interventi che il governo ha allo studio per gettare acqua sul fuoco della tensione sociale. «Le parole sono come pietre – ha detto Monti – e purtroppo nel clima difficile che sta attraversando il nostro paese possono indurre a inaccettabili atti violenti». «Voi non fate altro che applicare la legge. Pagare le tasse è un dovere poi possiamo e dobbiamo discutere su come ridurre la pressione fiscale, cercando di colpire le categorie meno facilmente rintracciabili». È impegno del governo, ha aggiunto il premier, «rendere le tasse accettabili, nell’ ottica di un contributo che il cittadino dà per il bene comune, per la collettività». Per farlo, in un paese dove 120 miliardi l’ anno secondo le statistiche ufficiali sfuggono al fisco, servirà molto più delle «azioni pedagogiche nelle scuole» a cui Monti ieri si è richiamato. Dietro alla tensione esplosiva che si va coagulando attorno a Equitalia c’ è un malessere sociale profondo. «Lavorare per un fisco più equo e meno persecutorio era un impegno che il governo doveva prendere fin dall’ inizio – critica l’ Italia dei valori – Ci aspettiamo che ora Monti passi dalle parole ai fatti con una riforma fiscale volta a spostare il peso delle tasse dai lavoratori dipendenti alle grandi ricchezze». Perchè mentre i grandi evasori continuano a dormire sonni tranquilli, cartelle esattoriali per somme spesso irrisorie arrivano a lievitare a cifre da capogiro. Come sottolinea il direttore delle Entrate Attilio Befera, «l’ attività di Equitalia non è frutto di decisioni discrezionali ma risponde in ogni suo momento a precise prescrizioni normative». Perciò al direttore dell’ Agenzia delle entrate (che controlla, insieme all’ Inps, Equitalia) ieri Monti ha ribadito l’ intenzione del governo di abbassare di due punti percentuali il cosiddetto «aggio», ossia il compenso riconosciuto a Equitalia sul gettito recuperato, una percentuale che dall’ attuale 9 percento (tutto sulle spalle del contribuente in caso di pagamento dopo due mesi) dovrebbe passare al 7 percento. Non solo: allo studio del governo ci sarebbero anche nuove norme per codificare e accompagnare i fallimenti individuali. La misura, che dovrebbe essere contenuta in un disegno di legge, consentirebbe attraverso strutture ad hoc (dato che oggi l’ amministrazione fiscale non può fare distinzioni da caso a caso) la ristrutturazione del debito con il fisco con la possibilità di ottenere una diversa rateizzazione ed evitare pignoramenti. Resta invece lettera morta la norma contenuta in un decreto legge approvato un anno fa che riduceva gli interessi e aboliva la loro applicazione sulla multa. Cosa non di poco conto visto che l’ Agenzia delle entrate applica il 5 percento annuo, ma i Comuni possono arrivare al 10. L’ associazione dei consumatori Codacons liquida in poche parole l’ ipotesi di una normativa sui fallimenti individuali. «È una presa in giro dato che il problema è cambiare le regole generali che applica Equitalia quando commina sanzioni e emette cartelle». Meglio sarebbe, secondo il Codacons, una task force contro il fallimento delle imprese sane che non evadono ma vanno in crisi per mancanza di liquidità, restrizione dei fidi bancari o mancati pagamenti della pubblica amministrazione. Secondo i dati dell’ associazione dei consumatori nel primo trimestre di quest’ anno sarebbero state aperte oltre 3 mila procedure fallimentari, il 4,2 percento in più rispetto al primo trimestre 2011. Qualcosina in questo senso ieri si è mosso. La Camera ha infatti approvato un ordine del giorno della Lega per la moratoria di un anno sui debiti tributari con Equitalia da parte delle imprese in difficoltà. L’ assemblea dei deputati ha approvato all’ unanimità e la misura dovrà essere varata tramite un decreto del ministero dell’ Economia.
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