9 Agosto 2006

Agenzie fallite dopo aver incassato i soldi

Agenzie fallite dopo aver incassato i soldi e biglietti fantasma, tutelarsi si può: parola di tour operator

Vacanze, come evitare le truffe I consumatori chiedono più vigilanza sugli operatori ROMA Aver pagato migliaia di euro per una vacanza e rimanere in aeroporto con le valige in mano. È l`incubo in cui sono finiti in questi giorni alcuni clienti di un`agenzia di Milano, ma che rimane sempre in agguato all`orizzonte di chi viaggia. Utile dunque fare il punto sulle cautele che bisogna avere per evitare di rimanere a terra.Alcuni consigli vengono dall`Astoi, l`associazione di tour operator che fa capo a Federturismo/Confindustria. “La prima regola – osserva il direttore generale Alberto Corti, pur riconoscendo che non si tratta di una garanzia al 100% – è avere prudenza nel decidere a chi rivolgersi, preferendo quelle che si conosce già“. Uno strumento per verificare la serietà di un`agenzia è il sito dell`Enit, dove sono censite tutte quelle autorizzate con l`indicazione di titolare e direttore tecnico. Oppure, se non si ha un computer, ci si può rivolgere alla Regione o alla Provincia che concedono le autorizzazioni. Quando poi si comincia ad avviare il rapporto contrattuale, consiglia ancora Corti, “bisogna stare attenti a che vengano rispettate tutte le formalità, a cominciare dalle ricevute scritte per ogni versamento“.Ma anche per gli acquisti su internet, che pur in Italia rappresentano una quota marginale del mercato, non mancano strumenti supplementari. “Se l`acquisto viene compiuto con un operatore italiano o europeo si è garantiti da una normativa a tutela dell`utente – osserva il rappresentante Astoi – ma nel mondo virtuale di internet si può trattare con chiunque. Bisogna dunque leggere davvero tutte le condizioni contrattuali prima del relativo click, e in particolare verificare quale è il foro competente su eventuali contenziosi. E se si trova fuori della Ue, è meglio fare prima quattro calcoli sul rischio“.Ma se alla fine le cose finiscono proprio male, il paracadute é rappresentato dal Fondo Nazionale di Garanzia presso la Direzione generale del Turismo, cui ci si può rivolgere inviando una richiesta di rimborso all`indirizzo di Via della Ferratella in Laterano 51, 00184 Roma, accompagnandola però con una copia del contratto di viaggio in forma scritta e ricevuta dei pagamenti. Ma il Fondo può intervenire solo a patto che l`agenzia o l`operatore contattato su internet fossero autorizzati ed i tempi del rimborso sono tutt`altro che immediati, dato che si può attendere anche un anno.Del resto, neanche la giustizia civile o penale garantisce rapidità nei risarcimenti. “I tempi della giustizia non consentono di prevenire fughe all`estero o truffe a danno del consumatore – osserva il Codacons – l`azione è sempre riparatoria e, spesso, nemmeno questo“. Ma nel mirino dell`associazione dei consumatori sono finite in particolare le Regioni, “alle quali per legge – sottolinea una nota – sono demandate le funzioni di vigilanza in questa materia, ma che in realtà non svolgono alcuna attività di controllo“.Accusa cui risponde Enrico Paolini, coordinatore per il Turismo nella Conferenza delle Regioni, secondo cui non si può generalizzare, dato che ogni Regione ha autonoma competenza legislativa nel settore, e molte hanno del resto conferito la funzione di controllo alle Province.Ma ad associarsi all`accusa sulla mancata vigilanza è anche il presidente delle agenzie di viaggio della Fiavet – Confcommercio Giuseppe Cassarà: “La vigilanza dovrebbe essere garantita da Regioni e Province, che danno le autorizzazioni – osserva – ma non è svolta con cura“. E organizzazioni come la sua poco possono fare, osserva, dopo una liberalizzazione che ha fatto nascere le agenzie “dappertutto come i funghi“, se non pensare di istituire al più presto un `marchio di qualità in accordo con le associazioni dei consumatori. Ma intanto, conclude Cassarà, “paga Pantalone: cioé la nostra categoria da una parte ed il cittadino-utente dall`altro“.

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