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15 Febbraio 2019

Agen al contrattacco

presentata una lettura del bilancio che non dà adito alla possibilità di default, non previsto dalla legge per tale tipo di ente pubblico. sulla privatizzazione di sac lavoro di gruppo dei soci. il comitato vussia chiede un confronto sugli scali siciliani
Contrattacco della Camera di commercio del Sud Est Sicilia in una conferenza stampa svoltasi ieri a Catania. «La Camera non ha mai annunciato, né deliberato, il dissesto finanziario dell’ ente», ha esordito il presidente, Pietro Agen, «e non esiste alcun problema di cassa, in considerazione del deposito di oltre 70 milioni di euro. Al netto delle pensioni il bilancio chiude con un utile di circa 4 milioni all’ anno. Semmai, gli amministratori fanno i conti con gli squilibri strutturali nei bilanci causati dalla riduzione del diritto annuale applicata a partire dal 2017. E ciò soprattutto per fare fronte al problema del pagamento delle pensioni, un disagio tutto siciliano». La presunta errata interpretazione da parte di Codacons e stampa del bilancio votato il 29 gennaio scorso per Agen potrebbe essere il risultato di un eccesso di trasparenza: «L’ aver messo per scelta di correttezza le voci pensioni e accantonamenti nel bilancio, ci ha esposto a speculazioni». Una questione di modalità di stesura del bilancio, dunque. Di certo Agen ha smentito con fermezza le notizie diffuse a mezzo stampa secondo le quali l’ ente camerale sarebbe vicino al default. Tra l’ altro, nell’ ordinamento giuridico e contabile delle Camere di commercio non risulta la previsione dell’ istituto del dissesto. La mega Camera, inoltre, ha già fatto ricorso alla specifica legge che prevede la possibilità, per gli enti camerali i cui bilanci presentino squilibri strutturali, di adottare piani pluriennali di riequilibrio, nei quali si può prevedere l’ incremento fino al 50% della misura del diritto annuale. E il ministero dello Sviluppo economico ha già autorizzato le Camere siciliane alla richiesta di maggiorazione. «Altre strategie di lungo periodo potranno avviarsi», ha evidenziato Agen, «per la soluzione del problema pensionistico attraverso l’ Inps». Per l’ uomo forte di Confcommercio, «le richieste di commissariamento che si sono accompagnate alla notizia, assolutamente errata, del default sono dettate da interessi multipli. La posta in gioco è indubbiamente quella degli aeroporti, che fanno gola anche alla politica non sana. La verità è che stiamo lavorando in sintonia sia con il presidente della Regione, Nello Musumeci, che con il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, dunque con gli enti soci. Si va verso la privatizzazione per scelta consapevole, vendendo circa il 70%. Abbiamo incontrato player di caratura mondiale, se fossimo in default, non potremmo neppure procedere. La Camera di commercio di Catania è invece la più sana in assoluto». Sulla vicenda è intervenuto il comitato Vussia, che con il suo presidente, Claudio Melchiorre, esperto di diritti dei consumatori, ha evidenziato come «i revisori dei conti della Camera di commercio abbiano dichiarato che il bilancio non è in equilibrio e pertanto il presidente deve a loro ed eventualmente alla Corte dei conti una risposta. Inoltre, il presidente della Camera ha più volte dichiarato di voler vendere l’ aeroporto di Catania (in realtà la sua società di gestione, la Sac spa). Lo stesso Agen ha spiegato che la modalità di vendita dovrebbe essere diretta e senza quotazione in Borsa perché, diversamente, il socio venditore non incasserebbe denaro (sarebbe il primo caso di sparizione del corrispettivo, dietro vendita di titolo giuridico di proprietà)». Il Vussia ha poi evidenziato come lo stesso Agen «abbia recentemente dichiarato che i conti di Soaco, gestore dell’ aeroporto di Comiso, non desterebbero preoccupazioni, anche se il debito cumulato di questa società è tuttora in aumento. Il comitato insiste nel richiedere il commissariamento immediato dell’ ente camerale, anche per la contraddittorietà delle informazioni rese al pubblico dagli organi, nonché per garantire la massima trasparenza e il salvataggio degli asset di proprietà pubblica, a cominciare dagli aeroporti di Catania e di Comiso». Invitando i cittadini siciliani a mobilitarsi per impedire la vendita dell’ aeroporto di Catania, il Vussia ha altresì sollecitato i vertici camerali «a un confronto pubblico, moderato da un giornalista indipendente». (riproduzione riservata)
antonio giordano

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