11 Giugno 2011

Affollamento in classe, vince la linea Codacons

Affollamento in classe, vince la linea Codacons

NIl Ministero dell’ istruzione e il Ministero dell’economia dovranno emanare un Piano generale di edilizia scolastica. Lo stabilisce il Consiglio di Stato che – così come aveva già fatto il Tar del Lazio in gennaio – ha accolto una class action proposta dal Codacons contro le cosiddette «classi-pollaio», ovvero quelle aule scolastiche nelle quali il numero di alunni, attorno ai 35-40, supera i limiti fissati dalla legge. L’ impegno è rendere sicuri e vivibili gli ambienti delle attività didattiche, che il Consiglio di Stato ha riconfermato con la sentenza pubblicata ieri. La questione era stata sollevata un anno fa dal Codacons avviando un’ azione collettiva con diffida ai Ministeri della pubblica istruzione, università e ricerca; dell’ interno; dell’ economia e finanze; della pubblica amministrazione e innovazione e agli Uffici scolastici regionali. Ora il Codacons insiste: «E’ stata accolta la prima “class action” italiana contro la Pubblica amministrazione. Ora il ministro Gelmini dovrà emettere un piano in grado di rendere sicure le aule scolastiche ed evitare il formarsi di classi da 35 o 40 alunni ciascuna», dichiara il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Se non lo farà saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al ministro ed ottemperi a quanto disposto dal Tar». Il riferimento è dato dal Dpr 81 del 2009 per la riorganizzazione della rete scolastica che, innalzando il rapporto medio tra i numeri degli alunni e delle classi, in linea di massima prevede un massimo di 26 alunni nelle scuole primarie e dell’ infanzia, arrivando fino a 30 nelle secondarie. Solo per l’ anno 2009- 2010 restava la possibilità di attenersi ai limiti indicati dal decreto ministeriale 331 del ‘ 98, per un elenco di scuole da inserire nel Piano di riqualificazione dell’ edilizia scolastica: sull’ impegno disatteso a formulare un Piano ad hoc insiste la sentenza del Consiglio di Stato, che respinge il ricorso presentato dai Ministeri e da una quindicina di Uffici scolastici regionali (tra cui l’ Usr della Lombardia) contro il Codacons per una riforma della sentenza emessa dal Tar del Lazio all’ inizio di quest’ anno. L’ adozione di atti amministrativi per fronteggiare il sovraffollamento delle aule scolastiche è un impegno confermato e ribadito. Dagli organismi competenti si attende ora «l’ elaborazione di un atto generale, a natura programmatica, avente ad oggetto la riqualificazione dell’ edilizia scolastica». Le statistiche limitano il problema, ma non fanno giustizia di effettivi casi di difficoltà: le classi con più di trenta alunni sul territorio nazionale rappresenterebbero solo lo 0,4 per cento, a fronte di un 2,5 per cento di microclassi che non vanno oltre le 12 unità. Il problema si determina soprattutto negli istituti superiori di maggiore appeal. I dati bresciani per l’ anno venturo parlano di una media di 25,2 alunni per ogni singola classe nelle scuole dell’ infanzia; 19,66 nell’ istruzione primaria; 22,33 nelle medie; 23,2 negli istituti superiori. Questi sono i dati ad oggi (anzi, a ieri) destinati però a subire a modifiche in base alle bocciature e alle reiscrizioni.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox