23 Febbraio 2006

Affitti e bollette spingono l`inflazione

Affitti e bollette spingono l`inflazione

In gennaio l`indice è salito al 2,2%. Pesante anche il caro-energia

ROMA – Inflazione in risalita a gennaio. Sono stati soprattutto i costi per l`abitazione dal canone d`affitto, e quelli di luce, gas e acqua, accanto alla crescita dei costi dei prodotti energetici, ad aver trascinato al rialzo i prezzi al consumo. Che, nel mese scorso, hanno avuto una variazione di +0,2% rispetto a dicembre 2005 e di +2,2% su base tendenziale. Perugia ha invece un aumento tendenziale dei prezzi al consumo del 2,5 %, superiore quindi alla media nazionale. Nel confermare la stima preliminare, l`Istat ha rilevato che gli aumenti più marcati nell`arco dei dodici mesi (+5,8%) hanno interessato il capitolo abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,9% congiunturale) che assieme a quello trasporti (+4% su gennaio 2005 e -0,2% tendenziale) spiega poco più del 50% del tasso di inflazione. In particolare, i prezzi degli affitti hanno registrato +2,4% su gennaio 2005, quello per l`acqua potabile +4,9%, quello per la raccolta dei rifiuti +5,8%. In aumento (3%) anche bevande alcoliche e tabacchi. Nei dodici mesi, l`unico capitolo a registrare una diminuzione dei prezzi è stato quello della comunicazione (-3,7%, variazione nulla su dicembre). Rallentata a gennaio la crescita dei prezzi per servizi sanitari e spese per la salute (-0,8% su dicembre e +0,9% rispetto a gennaio 2005 dall`1,2% misurato nel mese precedente) e per l`istruzione (+0,1% e +2,9% rispetto a +3% rilevato a dicembre 2005). A far salire i prezzi al consumo sono stati dunque anche i beni energetici: per quanto riguarda quelli per abitazione, a gennaio il costo dell`energia elettrica è salito dell`1,9% (+7,7% tendenziale), quello del gas dell`1,1% (9,5%) e quello dei combustibili liquidi dell`1% (14,5%). In aumento a gennaio anche i carburanti per veicoli: +1,3% (+12,3% tendenziale) per la benzina verde e +1,6% (+12,4%) per il gasolio. L`Istat ha osservato che i prezzi dei beni energetici non regolamentati sono cresciuti su base congiunturale dell`1,4% portando a gennaio il tasso di variazione dei prezzi sull`anno al 12,2% dall`8,6% di dicembre. I prezzi dei beni energetici regolamentati, invece, hanno avuto una flessione tendenziale (da +9,8% di dicembre 2005 a +9,1% di gennaio 2006 nonostante l`aumento dell`1,4% rispetto al mese precedente). Torino è stata la città in cui l`Istat ha rilevato l`aumento tendenziale dei prezzi al consumo più elevato (+2,9%) seguita da Aosta e Ancona (+2,7% per entrambe), Perugia, Campobasso e Cagliari (+2,5%) e Trieste (+2,4%). Gli aumenti tendenziali più moderati hanno riguardato Bari (+1,3%), Milano e Firenze (+1,9%), Genova, L`Aquila e Palermo (+2%). Per quanto riguarda l`indice armonizzato, l`Istat ha corretto al ribasso la stima in quanto a gennaio c`è stata una variazione di -0,9% (rispetto allo 0,8%) su base congiunturale e del 2,2% (anzichè 2,3%) su base tendenziale. Ma i dati dell`Istat sull`inflazione e quelli dell`Isae, secondo cui la fiducia dei consumatori è al massimo dal 2002, ad avviso dell`Intesaconsumatori “cozzano con la dura realtà delle famiglie, costrette a indebitarsi e ad ipotecare anche il quinto dello stipendio, solo per conservare un tenore di vita decente per sopravvivere“ tanto che, secondo il segretario confederale della Cgil Marigia Maulucci “l`inflazione reale è al 4%, tasso intollerabile“. La fiducia dei consumatori “rischia di essere una illusione“ rileva il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, secondo il quale “dobbiamo dare precise indicazioni sulle prossime scelte economiche del Paese. Soprattutto l`aspettativa sull`inflazione“. Infine, l`Adiconsum osserva che “occorre una politica del governo per contenere gli aumenti tariffari dei servizi“.

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