5 Aprile 2007

Affitti, dal 1999 al 2006 salgono a +112%

A Roma 1.600 euro per 100 mq Sono 4 milioni e 180 mila le famiglie che vivono attualmente in affitto in Italia, pari al 18,7% delle famiglie (erano il 20,3% nel 2004). Una minoranza rispetto ai proprietari di case e non hanno vita facile, soprattutto nelle grandi città: se si considera l`andamento dei valori negli anni successivi alla riforma degli affitti, quindi nel periodo 1999-2006, si è registrato un incremento del 112%. E` quanto emerge da un`indagine Censis-Sunia-Cgil sulle famiglie in locazione. Un fenomeno generale che ha avuto le punte più alte nelle grandi città e in particolare nel centro Italia (per gli alti valori di Roma e Firenze), dove i canoni di mercato hanno continuato a salire in misura più rilevante anche negli ultimi quattro anni, determinando un incremento complessivo del 128% nello stesso periodo 1999-2006. I prezzi di mercato in alcune grandi città italiane del Centro-nord risultano in linea o addirittura superiori a quelli di alcune città europee. Si paga in media 1.600 euro al mese per 100 mq nel centro di Roma e Milano, 2.200 euro a Parigi, 4.000 euro a Londra, e solo 900 euro a Berlino. Il valore medio nazionale del canone pagato dalle famiglie, continua l`indagine, nel settore privato è di 440 euro al mese (la media del 2003, secondo una precedente ricerca del Sunia, era 387 euro). Questa è la media dei canoni già attivi, sottolinea il Censis, e non dei prezzi sul mercato di chi cerca oggi un alloggio. Per questi, infatti, ci sono “variazioni considerevoli sul territorio“: nel settore privato, i valori massimi sono al Centro (580 euro al mese), mentre quelli più bassi sono al Sud (376 euro). Nel Nord-est, poi, il canone medio è di 454 euro, contro i 426 euro del Nord-ovest. Valori molto più alti, invece, nelle città con più di 250mila abitanti: 600 euro (+53% rispetto al valore medio dei centri più piccoli). Il “disagio di vivere in affitto“, conclude la ricerca, si misura anche in rapporto al reddito delle famiglie: il 76,4% rientra nella fascia di reddito sotto i 20mila euro, il 20% tra i 20mila e i 30mila euro, e solo il 3,5% dichiara di avere un reddito familiare superiore ai 30mila euro. Nelle grandi città invece, dove i canoni sono molto più alti, le fasce di reddito più basse sono più ampie: le famiglie in affitto con reddito sotto i 10mila euro sono il 24,5%, contro il 18,1% dei centri con meno di 250mila abitanti. Codacons: contratti calmierati per i meno abbienti Contro il caro-affitti servono interventi immediati “interventi immediati“ a cominciare da contratti calmierati per i meno abbienti. E` la richiesta del Codacons dopo i dati sul mercato degli affitti emersi dalla ricerca di Censis-Sunia-Cgil. “Di questo passo – afferma Carlo Rienzi, presidente Codacons tra pochi anni numerose famiglie saranno impossibilitate a sostenere la spesa dell`affitto di casa. I Comuni devono intervenire stipulando sul proprio territorio contratti collettivi a prezzi calmierati in favore delle famiglie meno abbienti, e riducendo o eliminando del tutto l`Ici sulla prima casa a carico dei proprietari delle abitazioni“. “Crescite così forti degli affitti – conclude Rienzi – dovrebbero far schizzare in alto il tasso d`inflazione rilevato dall`Istat. Tasso che al contrario appare sempre più contenuto e rassicurante“.

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