21 Febbraio 2011

“Affari tuoi”, un gran digestivo dove lo show vale più del gioco

«Affari tuoi», un gran digestivo dove lo show vale più del gioco
 

 «Affari tuoi» è la storia di un calabrone che sapeva di poter volare e lo ha sfacciatamente fatto. Una storia di successo: nel 2003 Rai Uno si accorse di quanto fosse importante l’ «access prime time», la nevralgica fascia tra il preserale (e soprattutto il Tg1, che allora non scricchiolava) e la prima serata.  Decise di riconquistarla: comprò da Endemol il format «Affari tuoi» e mise a condurlo Paolo Bonolis. Il risultato fu la fine del monopolio di «Striscia la notizia» e una cavalcata che continua ancora, tutti i giorni alle 20,30, con Max Giusti. Il successo di «Affari tuoi» non è mai stato digerito del tutto. La campagna di «Striscia» contro il «core ingrato» Bonolis (era stato un suo conduttore di punta) cessò solo quando Mediaset comprò il gioco per la sua Telecinco. Solo un paio d’ anni fa, il Codacons rinnovò le accuse di «combine».
Ma il ritornello non scalfisce il pubblico, a cui piace vedere l’ ignaro concorrente contendere al banco centinaia di migliaia di euro (manco a dirlo, venerdì scorso c’ è stata la prima vincita, 250 mila euro per Daniela P. di Potenza). L’ asimmetria informativa tra il banco (cioè il «Dottore») e il giocatore attiva un vecchio meccanismo di complicità teatrale, perché gli spettatori a loro volta sanno ciò che il concorrente ignora: il banco agisce di conseguenza, perché lo scopo di questo gioco è fare audience, non elargire denaro. Il resto lo fa Giusti, comico talentuoso scopertosi conduttore, capace di trovare un proprio stile dopo Bonolis, Pupo, la Clerici e Insinna. Non era facile. Bonolis faceva un «one-man-show», Pupo il croupier, la Clerici una sorta di Clarabella alla tombola di fine anno, Insinna un mattatore riveduto e corretto. Giusti, più semplicemente, gioca e scherza insieme a concorrenti e pubblico, inserendosi nel meccanismo di un «game show» che mescola l’ azzardo ad echi di «Ok il prezzo è giusto». Così «Affari tuoi» – che nella prima settimana dell’ edizione 2011 ha toccato i sette milioni di spettatori – è ormai una sorta di digestivo, dove lo show vale più del «game».

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