4 Gennaio 2018

Affare d’ oro per le aziende produttrici Business da 400 milioni di euro l’ anno

Anche se il costo dei sacchetti «bio» si aggira sui due centesimi (di per sé non una grande cifra anche se le stime dicono che ne consumiamo ogni anno 20 miliardi), la «novità» ha fatto brillare gli occhi alle aziende che li producono: potenzialmente è un business da 400 milioni di euro l’ anno. Per le famiglie, invece, si tratterà di spendere dai 4 ai 12 euro in più l’ anno considerato il costo medio di un sacchetto e le 139 spese effettuate ogni anno di media, secondo i dati dell’ analisti Gfk-Eurisko presentati nel 2017. Ogni spesa, infatti, comporta l’ utilizzo di almeno tre sacchetti per frutta e verdura. Ad eccezione di qualche supermercato preoccupato ancora di dare via i vecchi sacchetti, la grande distribuzione non si è fatta cogliere impreparata e di fronte alla legge che specifica: «Le nuove buste (con un contenuto di materia prima rinnovabile, in questa prima fase, non inferiore al 40 per cento, ndr) non potranno essere distribuite gratuitamente e il prezzo di vendita dovrà risultare dallo scontrino o dalla fattura di acquisto delle merci», ha esposto nei supermercati in bella vista il costo di queste buste. Tuttavia Federdistribuzione ha mostrato preoccupazione e ha fatto sapere che i sacchetti in plastica ultraleggera per l’ ortofrutta non dovrebbero essere considerati alla stregua di un imballaggio, pur concordando sulla necessità di intervenire per favorire la riduzione dell’ utilizzo delle borse di plastica. Ancora più duro il giudizio del Coda cons. Secondo l’ associazione dei consumatori «si tratta di un balzello inutile che non ha nulla a che vedere con l’ ambiente e con la lotta al consumo della plastica. Al contrario la misura è una vera e propria tassa introdotta dal Governo che peserà in modo non indifferente sui consumatori, determinando nuovi aggravi a loro carico». Addirittura «il provvedimento determinerà un aggravio di spesa che potrà raggiungere i 50 euro annui a famiglia, laddove il costo degli shopper avrebbe dovuto essere interamente a carico dei supermercato e dell’ industria». Qualche catena, in realtà, sarebbe intenzionata a sobbarcarsene. Oggi comunque il Codacons presenterà una diffida al Ministero dello Sviluppo Economico perché emani una circolare che autorizzi i consumatori a portare da casa sacchetti o buste trasparenti per imbustare frutta e verdura nei supermercati. Sul fronte opposto, ovviamente, i produttori. Dice Marco Versari, presidente di Assobioplastiche: «Con questa legge giunge a sua naturale conclusione un percorso virtuoso nel settore della bioeconomia e dell’ economia circolare che fa dell’ Italia un modello per tutta l’ Europa». Anche qui c’ è una ricerca, firmata Goletta Verde: nel mare i rifiuti plastici sono costituiti per il 16 per cento da buste di plastica. La nuova normativa è molto severa e prevede per il punto -vendita multe che partono da 2.500 euro e arrivano a 100mila nel caso in cui la violazione dovesse riguardare un ingente quantitativo di consumatori. E nei mercati rionali cosa succederà? Anche per loro è scattato l’ obbligo e non potranno più utilizzare le vec chie buste di plastica ma almeno ieri, tra chi diceva di non sapere e chi sosteneva che la legge non li riguardasse di sacchetti bio, neanche l’ ombra.
damiana verucci

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