4 Giugno 2003

Aeroporti nel caos, scatta l`inchiesta

Aeroporti nel caos, scatta l`inchiesta

Sciopero e certificati di malattia: 28 mila passeggeri a terra. Sirchia assolve i medici

ROMA Anche quella di ieri è stata una giornata da dimenticare per il trasporto aereo che tra scioperi e «mal di pancia» degli assistenti di volo Alitalia, se l`è dovuta vedere anche con la magistratura, che ha deciso di aprire un`inchiesta. Gli assistenti di volo Alitalia, infatti, continuano a centinaia ad accusare malesseri, e quelli «sani» hanno incrociato le braccia per uno sciopero di 4 ore, ben piazzato nella fascia oraria più densa di voli di tutta la giornata. Come se non bastasse, uno sciopero generale proclamato in Francia ha bloccato a terra anche i voli diretti oltralpe. Risultato: 28 mila passeggeri a terra e 285 voli cancellati.
Ma un dato spiega meglio la misura della paralisi: sui 275 voli previsti nella fascia dello sciopero, hanno potuto decollare solo 50 aerei. Altri 60 voli, poi, sono restati a terra per gli improvvisi malesseri che hostess e steward hanno accusato tra ieri e avant`ieri. Già perché sono stati di più gli aerei che non sono partiti per l`effetto trascinamento di lunedì di quelli che non hanno decollato per l`epidemia di malati, 988, che c`è stata ieri. Ben 40 aerei, infatti, sono stati cancellati perché non essendo ripartiti lunedì dalla destinazione raggiunta, non si trovano oggi nello scalo della prevista partenza.
Se la misura dei disagi che stanno subendo i passeggeri di Alitalia può essere misurata dal numero di telefonate arrivate ai centralini della compagnia, il termometro del call center ha registrato, nei due giorni, una temperatura altissima: ben 114 mila chiamate, 62 mila ieri e 52 mila fino alle 18 di oggi.
La situazione, intanto, è giunta al paradosso: nessuno può intervenire, sembra, ma la magistratura vuole vederci chiaro e apre un fascicolo, contro ignoti. Gli assistenti di volo, però, continueranno ad essere malati. Almeno fino a oggi, quando il viceministro alle Infrastrutture Tassone incontrerà azienda e sindacati per cercare una mediazione tra le parti. Hostess e steward vogliono, infatti, che Alitalia receda dalla decisione presa «unilateralmente» di rottura del contratto, la sede cioè in cui è stato stabilito il numero necessario di assistenti sui voli. Se non verrà aperta una trattativa, insomma, le malattie potrebbero anche continuare.
Altri invece premono per tornare a lavorare: a Roma hanno fatto la fila in centinaia per ottenere la certificazione necessaria a riprendere il lavoro. È un normale ingorgo dovuto al fine settimana e alla giornata di festa di ieri o il timore che le indagini della magistratura possano far emergere possibili violazioni della legge? Alitalia, infatti, avrebbe pronta una lista di assistenti malati da consegnare, come richiesto, alla magistratura. La quale, intanto, sta vagliando i certificati accusati di essere stati l`arma capace di paralizzare il traffico aereo.
Ma i medici, chiamati direttamente in causa per averli firmati, hanno già ricevuto una prima assoluzione da parte del ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Che crede sia necessario passare ad un sistema più semplice, e cioè all`autocertificazione per le assenze dal lavoro nei primi due giorni.
Sirchia ha inviato una lettera al presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Giuseppe Del Barone, chiedendo soluzioni che possano responsabilizzare maggiormente i cittadini nel caso di brevi assenze dal lavoro per malattia, quali, appunto, la possibilità di ricorrere all`autocertificazione per i primi due giorni. Il ministro ha anche richiamato i medici a un maggior rigore nel certificare assenze dal lavoro ma sul caso Alitalia si è espresso a chiare lettere: «Non deve essere attribuita alcuna responsabilità ai medici di famiglia e soprattutto non può essere scaricata sui medici la pessima immagine di quanto è accaduto».
Un`informativa «urgente e dettagliata» è stata invece preparata dalla compagnia per la Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, che ha chiesto notizie sulla situazione per valutare se la denuncia di uno stato di malattia di «un imprevedibile e anomalo numero di addetti» si configuri, in assenza di una giustificazione, come una «astensione collettiva dal lavoro attuata in chiara violazione della disciplina vigente».
In seguito alla protesta in corso degli assistenti di volo, Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg (il principale sindacato dei medici di base) ha preso contatti con l`Inps sollecitando un intervento a favore, quindi, dell`autocertificazione.
La vicenda comunque sembra destinata a strascichi che andranno ben oltre la protesta sindacale. Il Codacons si è rivolto alla Procura di Roma chiedendo di valutare gli estremi di concorso in truffa ai danni dell`Inps per i certificati falsi di malattia alle hostess in sciopero. Infatti, nell`ipotesi in cui i giorni di malattia presi dagli assistenti di volo si sommino ad altri già presi da hostess e steward, lo stipendio di questi non verrà pagato dalla compagnia di bandiera, ma dall`Inps, «con grande risparmio – osserva il Codacons – per l`Alitalia». Il Codacons ritiene anche che l`Alitalia dovrebbe preoccuparsi di disporre visite fiscali a raffica per scovare gli assistenti di volo che hanno mentito sul proprio stato di malattia. Ma il caso Alitalia sembra avere fatto un altro danno, quello di avere compromesso il patto di fiducia fra medici e pazienti. Lo sostiene Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale: «Ogni volta che un cittadino viola così palesemente il rapporto di stima, alla base di qualsiasi pratica clinica – dice Cricelli – assesta un colpo gravissimo a tutto il sistema».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this