6 Novembre 2009

AEROPORTI: AUMENTI DAL 1* GENNAIO, CONSUMATORI ANNUNCIANO BATTAGLIA

(ASCA) – Roma, 6 nov – Scattano gli aumenti delle tariffe aeroportuali. Il Cipe, questa mattina, ha infatti dato il via libera sostanziale al provvedimento, anche se occorrera’ attendere la prossima riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica per renderlo operativo. Gli aumenti scatteranno comunque a partire dal primo gennaio prossimo e varieranno a seconda del numero di passeggeri che transitano sullo scalo e degli investimenti sulle infrastrutture stanziati dalle societa’ di gestione. Immediata la replica delle associazioni dei consumatori che hanno annunciato ricorsi al Tar e in sede europea. Il decreto interministeriale per l’aumento delle tariffe aeroportuali, in un primo momento, stabiliva gli incrementi da applicare in riferimento soltanto al numero dei passeggeri: un euro di aumento per tutti gli aeroporti che posseggono una concessione totale; 2 euro per gli aeroporti che presentano un traffico superiore ai cinque milioni di passeggeri e infine 3 euro per gli scali che registrano oltre 10 milioni di passeggeri all’anno. Il decreto, in questa prima versione ha dovuto pero’ affrontare i rilievi del ministero del Tesoro, che chiedeva la certezza degli investimenti. Per tale motivo, come annunciato dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, si e’ trovato un’intesa con il Tesoro attraverso un ”combinato disposto” che lega gli aumenti tariffari sia al numero dei passeggeri che agli investimenti stanziati dalle societa’ di gestione degli scali. In base a cio’, infatti, l’Ente nazionale per l’aviazione civile ha gia’ fissato un incontro con Assaeroporti, il 12 novembre prossimo, sulle ”anticipazioni tariffarie a favore dei gestori aeroportuali legate alla presentazione e validazione da parte dell’Enac dei piani di investimento infrastrutturali sugli aeroporti nazionali”. I consumatori annunciano pero’ battaglia.  Adusbef e Codacons ricorreranno al Tar per bloccare il provvedimento.  ”I cittadini non ne possono piu’ di supplementi, nuove tasse e balzelli vari che, alla fine, hanno incidenze fortissime sul prezzo finale di beni e servizi acquistati – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. In tal senso le tariffe aeroportuali rappresentano una anomalia tutta italiana. Basti pensare che un volo Alitalia da Roma Fiumicino a Milano Malpensa, solo andata e con partenza il 18 novembre, costa complessivamente 63,86 euro. Di questa cifra ben 60,86 euro – come si evince dal sito di Alitalia – e’ da addebitare alla voce ”Tasse e supplementi”. Cio’ significa che su tale volo l’incidenza di tasse e supplementi vari e’ pari al 95% del costo totale del biglietto aereo!”. ”In un momento di crisi tassare i viaggi e gli spostamenti degli italiani con piccole tasse che si aggiungono alle tante altre gia’ esistenti, e’ una scelta sbagliata e dannosa – conclude Rienzi – per tale motivo la contesteremo dinanzi al Tar”. Anche l’Adiconsum minaccia di ricorrere, ma in sede europea, per chiedere il rispetto della Direttiva Ue che stabilisce la costituzione di un’Autorita’ di vigilanza indipendente alla quale i consumatori possono di diritto rivolgersi in caso di decisioni sui diritti aeroportuali o sulla modifica del sistema di tariffazione. L’associazione chiede inoltre il rispetto della Finanziaria 2008, nella parte in cui stabilisce che sugli adeguamenti tariffari le associazioni consumatori vanno sentite preventivamente. Infine, per l’Adoc, le tariffe aeroportuali in Italia sono piu’ alte del 15% rispetto alla media europea. ”In Italia le tasse aeroportuali sono, ad oggi, piu’ alte del 15% della media europea – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – e spesso sono il doppio o il triplo del prezzo del biglietto. Un obolo ingiustificato, soprattutto in quelle strutture, quale Fiumicino, dove i disservizi sono all’ordine del giorno. L’incidenza delle tasse sta diventando insopportabile e sta contribuendo a mettere fuori mercato l’Italia rispetto agli altri Paesi europei”. ”Siamo contrari, quindi, ad un nuovo aumento almeno fino al superamento dell’attuale, critica, situazione presente negli aeroporti italiani – conclude Pileri -. In questo senso e’ corretta la decisione del Cipe di vincolare gli aumenti agli investimenti sugli scali. E’ inoltre necessario creare una Commissione che accerti, una volta terminati i lavori di ristrutturazione, il raggiungimento degli standard di qualita’ ed efficienza previsti”.

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