Aerei romeni in affitto Alitalia indagata per frode
-
fonte:
- Corriere della Sera
ROMA – I passeggeri debbono conoscere il nome della compagnia aerea che eseguirà materialmente il volo. Questo, almeno a sentire i passeggeri dell’ Atr 72 della Carpatair finito fuori pista scorso al «Leonardo da Vinci», non è avvenuto. È il motivo per il quale la magistratura ha aperto un’ inchiesta per frode in commercio contro l’ Alitalia. Un nuovo fronte d’ indagine dopo quelli per accertare i motivi alla base dell’ incidente, sul rispetto della sicurezza dello scalo romano, sul rischio di collisione tra il bielica romeno e un altro aereo della nostra compagnia di bandiera sulla via di rullaggio prima del decollo alla volta di Pisa, sempre sabato scorso. Per quest’ ultimo filone d’ indagine ieri gli agenti della Polaria diretti da Antonio Del Greco si sono presentati negli uffici dell’ Enac e dell’ Agenzia nazionale per la sicurezza del volo e hanno acquisito le segnalazioni del pilota dell’ Alitalia che ha denunciato l’ episodio. La vicenda, capitata a Fiumicino poche ore prima dello schianto, potrebbe fornire una diversa chiave d’ interpretazione sul quello che è accaduto nella fase d’ atterraggio del volo di ritorno dalla città toscana: la Carpatair ha sempre sostenuto che l’ incidente è stato provocato da un wind shear . Su questo, l’ amministratore unico di Enav, Massimo Garbini, è stato chiaro: «È escluso che ci sia stato un problema legato alla comunicazione del meteo, tutto ciò che doveva essere fornito in comunicazione, tutti i dati necessari a una buona condotta del volo sono stati forniti come sempre». Il sospetto degli inquirenti è che il comandante non abbia capito le istruzioni in inglese. Da qui, la decisione dell’ Ansv di aprire un fascicolo e di chiedere ufficialmente i colloqui tra la torre di controllo e l’ aereo: se «l’ evento» sarà ritenuto grave, verrà aperta una vera e propria inchiesta tecnica. Altrimenti, l’ incartamento prenderà la strada dell’ archivio. La nostra compagnia di bandiera è dunque finita nel mirino del procuratore di Civitavecchia Gianfranco Amendola e dei pm Paolo Calabria e Lorenzo Del Giudice. Quest’ ultimo ha ricevuto l’ incarico di verificare l’ ipotesi di frode in commercio: Alitalia ha ribadito «il pieno e totale rispetto della normativa Iata nei casi di vendita di biglietti per voli operati da altri vettori aerei in regime di wet lease o di codesharing , così come fanno le oltre 100 compagnie che utilizzano il wet lease e il codesharing ». L’ azienda ha poi espresso «massima fiducia nella magistratura, nella convinzione della correttezza del proprio operato» e ha nuovamente sottolineato di «aver sospeso il contratto di wet lease con Carpatair fino alla conclusione delle indagini». Un concetto ribadito dal direttore operativo dell’ Alitalia, Gianfranco Schifano. Il quale, a proposito delle sue affermazioni ad Agorà di Raitre che tante polemiche hanno suscitato, ha precisato di aver detto che «la gravità riconosciuta all’ incidente è dimostrata senza ombra di dubbio dal fatto che Alitalia ha immediatamente sospeso i voli effettuati per suo conto da Carpatair fino a conclusione delle inchieste in corso». Soddisfatto il Codacons: «Abbiamo segnalato alla Procura e all’ Antitrust la prassi, assolutamente scorretta, di non indicare con chiarezza sui biglietti il nome del vettore che eseguirà materialmente il collegamento aereo, nei casi in cui una compagnia appalta una determinata tratta ad una società terza». Duro il direttore generale del ministero dei Trasporti: «Molti passeggeri che volavano da Pisa sabato scorso pensavano di volare con Alitalia. L’ utente deve sapere la verità, i passeggeri devono essere informati». Flavio Haver RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
