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9 Luglio 2002

«Aerei, aumenti illegittimi»

Partono i ricorsi delle associazioni dei consumatori. I sindacati: il monopolio è un disastro


«Aerei, aumenti illegittimi»

La Regione contro i nuovi rincari. L?Enac diffida Air One



Voli in ritardo, prenotazioni a rischio, due week-end infernali e, a sorpresa, gli aumenti. Riscoppia la tempesta: la tassa di 6 euro fatta pagare ai sardi sui voli per Roma e Milano riaccende le proteste nel cielo ?blindato? dell?Isola che, in piena estate, si riscopre ostaggio delle compagnie aeree. Alitalia, Meridiana e Air One continuano insomma a fare il bello e cattivo tempo, arrivando a introdurre un balzello (la cosiddetta ?tassa sicurezza?) non previsto dalle convenzioni siglate con la Regione. Con l?aggravante di Air One che mette mano ai rincari il giorno dopo (ieri) un week-end infernale per gli scali di Elmas e Malpensa.
Ce n?è abbastanza per mettere nuovamente in discussione il sistema della continuità territoriale, così com?è stato pensato e scritto per la Sardegna, incapace di garantire il diritto dei sardi a viaggiare a prezzi equi. Il primo a protestare per gli aumenti è proprio l?assessore regionale ai Trasporti, Tore Amadu, che bolla come «illegittimo» l?aumento di 6 euro (Air One l?ha introdotto ieri ma era già in vigore sui voli Alitalia e Meridiana) ma difende la continuità territoriale sarda come «una conquista da cui non si torna indietro», pur ammettendo la necessità di qualche aggiustamento. Amadu chiede intanto che la tassa «non dovuta» venga rimborsata ai passeggeri, protetti (in teoria) dalle tariffe scontate per Roma e Milano. È la stessa strada che stanno seguendo le associazioni dei consumatori. Dopo il Codacons anche l?Acu annuncia il ricorso al giudice di pace da parte di un passeggero di un volo Alitalia: l?obiettivo è riavere indietro i 12 euro. La controffensiva della Regione arriverà fino all?Enac. «Chiediamo l?immediata revoca della tassa – spiega Amadu – quel che a noi interessa, a prescindere dal regime di monopolio o libera concorrenza, è avere garanzie assolute sulle tariffe in modo da evitare che ci sia un rialzo dei prezzi in corso di gara. Tutto il resto è secondario». Dall?ufficio stampa dell?Enac fanno sapere che «l?Ente sta inviando una diffida anche ad Air One», intimando alla compagnia di sospendere l?applicazione della tassa, come già fatto con Alitalia e Meridiana. Presumendo però che anche stavolta la diffida non porti a nulla, il caso è già finito nelle mani dell?Antitrust: il suo verdetto sarà decisivo.
Intanto i sindacati colgono al volo l?occasione per ribadire che «il monopolio è un disastro». Luigi Vanni Umile (Cgil) insiste perché la legge sulla continuità territoriale (il famigerato articolo 36 della 144) venga modificata: «Chiediamo alla Regione di far partire da gennaio 2004 una nuova convenzione che da una parte confermi le tariffe agevolate e dall?altro introduca un regime di libera concorrenza tra le compagnie. I disagi di quest?estate, con passeggeri che non riescono più a prenotare un volo, neppure con 15 giorni d?anticipo, conferma le nostre previsioni – denuncia Vanni Umile – ogni problema diventa un disastro se la rotta resta in mano a un solo vettore perché non c?è alternativa».
L?aumento di Air One sorprende anche il segretario della Uil-trasporti Pierfranco Meloni. «Oggi un balzello di 12 euro significa di fatto un aumento delle tariffe pari al 13-15 per cento: c?eravamo illusi che Air One avesse più sensibilità delle altre compagnie, invece tutte e tre dimostrano mancanza di attenzione verso un?isola che dal trasporto aereo ha avuto sempre un trattamento poco riguardoso: un aumento di questo tipo altera i valori della gara». Inutile appellarsi agli alti costi assicurativi: «Nel bando sulla continuità territoriale – ricorda Meloni – c?è una norma che stabilisce che di fronte a emergenze non ipotizzabili a priori le soluzioni devono essere ricercate d?intesa fra Regione, vettori ed Enac. In ogni caso la Regione ha in mano un?arma importante da giocare, avendo il potere di recuperare questi aumenti illegittimi imposti dalle compagnie nel momento in cui devono essere distribuiti i finanziamenti».

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