Adusbef: scaricati 1,5 milioni di moduli in un mese
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fonte:
- Miaeconomia.it
L`ultima parola era spettata alla Cassazione: le sentenze emesse dai giudici di pace sono immediatamente esecutive.
Il botta e risposta tra associazioni di consumatori, che hanno predisposto moduli per la richiesta di rimborso del 20% dei premi pagati tra il `95 e il 2000, e Ania, la Confindustria delle assicurazioni, continua serrato.
L`Associazione guidata da Elio Lannutti – Adusbef- ripercorre con soddisfazione le tappe di questo cammino.
La sanzione inflitta dall`Antitrust al `cartello assicurativo` è stata confermata da Tar e Consiglio di Stato.
E poi smentisce le dichiarazioni dell`Ania, definendola `potenza in declino`.
Stessa sorte per l`Isvap a detta del numero uno dell`Adusbef.
Quali sono le dichiarazioni incriminate? L`Ania ha affermato nei giorni scorsi: `tutte le istanze di risarcimento verranno respinte`.
Niente di vero, secondo Lannutti.
Anzi, gli associati all`Adusbef stanno vincendo tutte le istanze risarcitorie davanti ai giudici di pace.
Sono almeno 1,5 milioni i moduli scaricati dai siti internet delle associazioni dell`Intesa dei consumatori (che oltre all`Adusbef racchiude Adoc, Codacons e Federconsumatori) con i quali fare ricorso giudiziario.
Adusbef invita tutti gli assicurati con le 17 compagnie definitivamente condannate ad inoltrare la raccomandata con avviso di ritorno `almeno per interrompere i termini prescrizionali, riservandosi il diritto di citare le compagnie come atto di legittima difesa da un `cartello` che ha aumentato le tariffe del 97 per cento negli ultimi 6 anni`.
La Cassazione, continua Lannutti, `ha riaffermato il principio che gli utenti danneggiati possono fare ricorso davanti ai giudici di pace.
L`Ania ha minacciato che impugnerà in Cassazione tutte le sentenze sfavorevoli, esponendo i ricorrenti alla condanna delle spese.
Ma l`Adusbef – prosegue il presidente – risponde ricordando che la per il ricorso in Cassazione, per tutte le liti il cui valore sia inferiore a 1.033 euro, non è previsto il pagamento del contributo unificato quindi, anche in caso di soccombenza, il 95 per cento dei ricorrenti che reclamano rimborsi entro i 1.033 euro, non rischiano alcun pagamento di spese`.
I 18 milioni di assicurati con le imprese condannate, prosegue Lannutti `devono inviare una lettera raccomandata alla compagnia chiedendo bonariamente la restituzione del 20% del premio` relativo al periodo 1995-2000.
Trascorsi 15 giorni, in caso di omessa risposta o di risposta negativa, gli utenti possono presentare l`atto di citazione al giudice di pace competente senza l`assistenza dell`avvocato se il rimborso e` pari o inferiore a 516 euro, con l`ausilio di un legale se le somme sono superiori a 516 euro ed entro 2.582 euro.
Per le somme superiori a 2.582 euro è competente il tribunale.
Il 20 per cento dei premi pagati, ricorda Lannutti, va calcolato al netto delle tasse (escluso fondo vittime e SSN).
Alla richiesta di risarcimento vanno allegati i contrassegni ma se gli assicurati non hanno i cedolini comprovanti i premi pagati possono ottenerne copia o dichiarazione sostitutiva dalle agenzie.
Nell`ipotesi di ostruzionismo da parte delle compagnie possono chiedere al giudice di ordinarne l`esibizione, ai sensi dell`art.210 c.p.c.
e, nel caso di inottemperanza dell`ordine del giudice, si può denunciare il comportamento omissivo alla Procura della Repubblica.
`Nei rari casi di soccombenza davanti ai giudici di pace (finora i nostri associati hanno vinto tutti i ricorsi) – conclude Lannutti – i legali Adusbef difenderanno gratis gli iscritti davanti alla Corte di Cassazione`.
Rivolgendosi all`Ania, il presidente di Adusbef rileva che `l`orientamento della giurisprudenza, che recepisce le istanze europee a tutela dei consumatori, aiuta a riscattare milioni di consumatori da protervia e vessazione di Isvap, assicurazioni e loro sodali`.
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