13 Febbraio 2003

«Adiconsum parte civile al processo»




Mestre.
Niente di nuovo sotto il sole. Non c`è stupore tra i rappresentanti delle associazioni dei consumatori di fronte alla notizia di decine e decine di operatori del mondo della sanità indagati con l`accusa di avere favorito il consumo di farmaci della Glaxo in cambio di regalie di vario genere. L`Adiconsum, però, sta valutando la costituzione di parte civile se l`inchiesta dovesse approdare al processo.
«Il malcostume purtroppo è noto», commenta a caldo l`avvocato Mario D`Elia, presidente del Codacons di Venezia. Mentre Lorenzo Miozzi, responsabile dell`Adiconsum a livello nazionale, snocciola titoli di libri che avevano già denunciato il fenomeno. «Ho letto di recente il libro “La mala ricetta“ – spiega Miozzi – in cui un informatore medico anonimo ricostruisce il modus operandi di un intero sistema. Ma un testo che consiglio, davvero graffiante, è quello degli autori della trasmissione televisiva Report: “Le mani sulla salute“. Anche qui vengono raccolte varie testimonianze, c`è anche quella di un medico che ammette di aver prescritto farmaci di cui i pazienti avevano bisogno, privilegiando però le ditte da cui riceveva in cambio dei favori».

Il fenomeno quindi era ed è noto, e anche per questo le associazioni dei consumatori plaudono alla colossale inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Verona. «Ritengo scandaloso che solo ora il ministro della Salute proponga una legge che mira a chiarire qual è la percentuale di spesa per la promozione dei prodotti da parte delle case farmaceutiche – sottolinea ancora Miozzi -. Un provvedimento del genere serviva già anni fa. Da molto tempo infatti è sulle tasche dei cittadini che vanno a pesare queste spese che si traducono in aumenti consistenti del costo dei farmaci. Ora, per esempio, che solo alcuni farmaci sono a carico dello Stato, mentre gli altri devono essere pagati interamente dai pazienti, ci sarà un`emergenza anche per quel che riguarda i farmaci antiallergici consumati da milioni di italiani nel periodo primaverile. Non solo questi farmaci saranno a pagamento, ma stanno già subendo aumenti pesanti. E su questi prezzi che aumentano continuamente il costo di gestione delle regalie e delle attività di promozione, non è di poco conto. E del resto che cosa può fare il cittadino, se il suo medico di fiducia gli prescrive quel farmaco? Può forse rifiutarsi di comprarlo?».

Miozzi ricorda anche che nei mesi scorsi, insieme al Tribunale del Malato, l`Adiconsum ha condotto una vera battaglia contro l`aumento dei farmaci, ma si è trovato davanti a un muro di gomma dovuto in particolare al disinteresse del ministero della Salute. L`Adiconsum valuterà comunque la possibilità di costituirsi parte civile qualora l`inchiesta veronese approdasse a un processo.

Duro anche il giudizio dell`avvocato D`Elia. «Servirebbero delle leggi – osserva il presidente del Codacons veneziano – che impediscano ogni possibilità di sponsorizzazione dei prodotti farmaceutici perché il sistema che ne è derivato sembra basarsi ora su una pratica diffusa di corruzione. Di scandali che riguardano il mondo della sanità, ne vediamo continuamente come quello dell`acquisto di valvole cardiache non affidabili. La magistratura ora non deve fermarsi ma piuttosto procedere anche in altri settori. Penso, per esempio, alle grandi forniture di farmaci per gli ospedali, nessuno finora ha mai indagato in questa direzione, ma potrebbe essere interessante farlo».

E D`Elia lancia anche una proposta: «L`Ordine dei medici dovrebbe stendere un codice deontologico che regoli il comportamento dei propri iscritti riguardo le case farmaceutiche. È l`Ordine dei medici infatti che deve garantire una corretta informazione scientifica che rispetti anche i principi etici».



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