17 Giugno 2014

«Adesso imprese e politica avanti su piani comuni»

«Adesso imprese e politica avanti su piani comuni»

Un’ assemblea congiunta come esempio per le imprese affinché creino sinergie concrete. Perché superino l’ individualismo realizzando opportunità di business reali. Era questo il sentimento comune emerso ieri dal parterre dell’ assemblea di Confindustria, la prima che ha visto insieme le territoriali di Verona e di Vicenza. «Un evento storico», lo ha definito Carlo De Paoli, presidente di In Job e vicepresidente di Confindustria per le Relazioni interne e i Servizi Innovativi, «perché ciascuna delle due associazioni ha dovuto rinunciare a qualcosa, anche a primeggiare sull’ altra. E hanno dato così un importante esempio alle imprese» ha detto ancora: «Per superare la crisi, Verona ha una dimensione troppo piccola, il Veneto è invece la dimensione ideale». TERRITORIALI DIVERSE. «Parliamo di due territoriali diverse, con tipologie di produzioni differenti ma con intenti comuni e per questo con possibilità di creare attività congiunte per essere più forti», ha commentato Michele Lovato, presidente del Gruppo Giovani di Confindustria, che sta già lavorando su questa linea con progetti di internazionalizzazione da realizzare in sinergia tra i giovani imprenditori di Verona e di Vicenza. Ha ricordato i primi tentativi di collaborazione tra imprenditori veronesi, Giovanni Rana, spiegando che «è molto importante aprirsi ora ad altre province: le nostre aziende sono piccole e hanno bisogno di collaborare soprattutto per andare all’ estero, perché questa strada è la salvezza». Rana ha sottolineato poi la capacità del presidente di Confindustria Verona di toccare tutte le questioni concrete che più sono sentite dalle aziende in questo momento: «Soprattutto la tassazione che opprime le aziende», ha aggiunto, «e la necessità di una maggiore capacità decisionale sui grandi progetti infrastrutturali». FARE RETE. Qualche osservazione sull’ iniziativa congiunta è stata fatta da Giuseppe Vicenzi, presidente della Vicenzi Biscotti: «L’ individualismo è nel nostro DNA: ha dei risvolti negativi, ci porta ad essere poco pratici e disponibili, tuttavia in diversi casi fa emergere l’ eccezionalità. Sono tanti anni che si parla di fare rete, di sinergia, ma è difficile. Speriamo», ha aggiunto, «che la volontà di fare e di realizzare ci faccia superare questo blocco». Ne è convinto Paolo Bedoni, presidente di Cattolica Assicurazioni: «L’ assemblea congiunta di oggi è un esempio concreto di come la rappresentanza degli interessi non debba più sottostare a logiche locali, ma sia necessario seguire una visione aperta e di respiro. I due presidenti, Pedrollo e Zigliotto, hanno dimostrato una notevole dose di coraggio e responsabilità: un esempio alle imprese perché passino dalla protesta alla proposta». PASSAGGIO IMPORTANTE. Accanto a Bedoni c’ era Leonello Guidetti, direttore della divisione Banca Popolare di Verona del Banco Popolare: «Quello di oggi è un passaggio importante», ha detto, «è la dimostrazione che le capacità imprenditoriali devono abbattere antiche barriere e lasciare il posto a nuove collaborazioni, al fine di lavorare insieme su scenari nazionali ma soprattutto internazionali». E sui temi sollevati da Pedrollo, Guidetti ha elencato quelli a suo parere prioritari, «burocrazia, fisco, tempi certi nei pagamenti, tutte questioni sulle quali da tempo chiediamo interventi». «Ma noi imprenditori dobbiamo imparare a camminare con le nostre gambe, ad andare avanti da soli senza aspettarci aiuti esterni», ha aggiunto Arturo Alberti, presidente di Api Verona. E sull’ assemblea congiunta, ha sottolineato «l’ autorevolezza dimostrata dalle due territoriali di Confindustria, perché far rete è l’ imperativo». VANTAGGI DALLA SEMPLIFICAZIONE. E se a livello nazionale Renzi ha fatto anche ieri le sue promesse, anche in Europa sono pronti degli interventi per agevolare le imprese: «Burocrazia, sviluppo e innovazione sono i temi sui quali lavorerà l’ Italia nel semestre di presidenza europea», ha garantito Alessandra Moretti, neo eletta al Parlamento di Bruxelles, «e soprattutto semplificazione fiscale, tema che vede l’ Italia in una situazione anomala rispetto al resto dell’ Europa». A trarne i vantaggi non sarebbero solo le imprese, ma anche i consumatori: «È l’ effetto domino», ha spiegato Stefano Fanini di Codacons, «perciò la politica deve andare a braccetto con le aziende, impedendo comportamenti talvolta poco virtuosi dettati dalle difficoltà».

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