4 Luglio 2019

«Adesso i risarcimenti non restino sulla carta»

malattia: appagato il desiderio di giustizia, ma la ferita resta furlanetto: auspichiamo la stessa fermezza con i coimputati
PORDENONE. Le parti civili avevano chiesto una sentenza esemplare. È arrivata. Resta, però, il nodo dei risarcimenti. Finora i più di mille truffati non hanno incassato nulla. I legali stanno sondando varie strade, anche in sede civile. «La sentenza – ha commentato l’ avvocato Antonio Malattia – appaga il desiderio di giustizia dei risparmiatori, ma rimane aperta la ferita dei risarcimenti. Speriamo che le provvisionali non restino sulla carta. Sarà questo il nostro impegno: ora abbiamo in mano un titolo esecutivo che potremo far valere anche in futuro se riusciremo a individuare beni aggredibili». Malattia ha sottolineato poi come la condanna di Gaiatto per il reato associativo rappresenti «una prima forte affermazione dell’ esistenza di un’ associazione per delinquere» e che ciò «lascia ben sperare le parti civili anche per il processo che si aprirà a ottobre nei confronti dei collaboratori di Gaiatto». «Questa è giustizia con la G maiuscola – ha osservato l’ avvocato Luca Pavanetto – non si truffa la povera gente. Il giudice ci ha ascoltato. La provvisionale per i miei assistiti è pari a 10,4 milioni di euro. Restano ora da esplorare tutte le strade per riuscire a recuperare i capitali investiti, dalle azioni civili a quelle nei confronti dei procacciatori di clienti. Ci riserviamo di agire nei confronti dei primi investitori che hanno ricevuto remunerazioni fino a tre quattro volte il capitale investito. Un passo importante, però, è stato fatto. Il verdetto è vicino ai sentimenti di molte persone».«Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato l’ avvocato Michele Peretto, che assiste 162 posizioni per 6,5 milioni di euro di risarcimenti complessivi-. Non capita spesso che la condanna inflitta sia superiore alla richiesta della Procura. È vero che oggi non potremo ottenere nulla. Ma un passo falso prima poi lo faranno».«È stata messa in atto una truffa colossale, che ha danneggiato i consumatori, da noi tutelati. Il giudice lo ha riconosciuto» ha osservato il legale del Codacons Daniela Magaraci. Per l’ avvocato Gianluca Liut, la sentenza è «particolarmente severa, ma coerente con la gravità dei capi di imputazione: in tutti questi mesi Gaiatto non si è mai pentito e non ha speso alcuna parola per le vittime della truffa, indicandoli sempre con il freddo termine di clienti». Secondo l’ avvocato Giuliano Furlanetto, la decisione del gip Pergola «conferma il teorema della pubblica accusa ma rispecchia anche il sentire comune dei cittadini e in particolare dei mie compaesani portogruaresi, colpiti dall’ uragano Gaiatto». «Ora ci aspettiamo – ha proseguito Furlanetto – che il tribunale di Pordenone mantenga la stessa linea di fermezza contro una chiara e evidente associazione a delinquere nel processo contro coloro che, allo stesso livello di Gaiatto, hanno determinato lo sfacelo di molte famiglie. Sentiremo purtroppo ancora una volta la solita storia dello scaricabarile, ma lotteremo fino alla fine affinché venga resa giustizia». –I.P. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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