Adesioni al 70% per i Tango bond
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
ROMA Lo swap sui bond argentini finiti in default si è concluso con un tasso di adesione del 70,26 per cento per un valore complessivo di 12,8 miliardi. I dati sono stati ufficializzati ieri dalla Repubblica Argentina che ha inoltre specificato che le adesioni si riferiscono alla data del 22 giugno, fissata come termine ultimo per partecipare all’ operazione. Sui 12,8 miliardi complessivi circa 2,6 miliardi di controvalore è relativo alle richieste fatte per aderire all’ opzione par, che prevedeva lo scambio con nuovi bond per valore equivalente rispetto al valore nominale delle obbligazioni finite in default, più un conguaglio cash per gli interessi non pagati. E poichè l’ Argentina aveva posto un tetto massimo di 2 miliardi per questo tipo di offerta, è stato annunciato ieri che si ricorrerà a un riparto con un fattore provvisoriamente fissato al 75,2 per cento. I risparmiatori riceveranno, dunque, la maggioranza dei titoli dell’ opzione par, il resto sarà soddisfatto offrendo titoli con uno sconto del 70 per cento sul valore nominale (opzione discount). È stato inoltre comunicato che lo scambio finale sui titoli avrà inizio l’ 11 agosto 2010. L’ Argentina aveva più volte annunciato che il target di adesione ritenuto soddisfacente sarebbe stato il 60%; il fatto che quella soglia sia stata ampiamente superata viene considerata dunque un successo. In concomitanza con l’ ufficializzazione dei risultati dello swap, la Task Force argentina guidata da Nicola Stock ha fatto sapere che i dati sul numero di obbligazionisti italiani che comunque ha deciso di continuare sulla strada dell’ arbitrato Icsid, non aderendo allo swap, dovrebbero essere forniti nei prossimi giorni. Secondo la Tfa a livello globale restano ancora sul mercato oltre 8 miliardi di dollari di titoli, ai quali vanno aggiunti gli interessi calcolati dal 2001. Inoltre, il debito che l’ Argentina ha con i Paesi del Club di Parigi, continua a essere superiore ai 6 miliardi. Con questi dati, ad avviso della Tfa, Buenos Aires non può cantare vittoria e chiedere la riammissioni sui mercati internazionli del debito come se nulla fosse accaduto: il default resta sul tavolo e va risolto per tutti gli obbligazionisti creditori. Nel frattempo, con un’ ordinanza depositata giovedì sera, il tribunale amministrativo del Lazio ha respinto il ricorso avanzato dalle associazioni dei consumatori che chiedevano di annullare l’ offerta pubblica di scambio di Buenos Aires. Il ricorso al Tar era stato promosso dal Codacons contro la decisione della Consob di ammettere anche in Italia la proposta argentina. L’ azione dei rappresentanti dei consumatori faceva perno sulla contestazione delle clausole, previste nel prospetto depositato in Consob, che prevedono l’ irrevocabilità dell’ offerta una volta sottoscritta e la rinuncia, in caso di adesione, a fare causa allo Stato argentino. Queste clausole restano dunque in piedi, ma secondo le asssociazioni dei consumatori questo non inibisce la possibilità per i risparmiatori di fare causa alle banche che a suo tempo avevano venduto i bond finiti in default. Non è la prima volta che le associazioni dei consumatori fanno ricorso contro le offerte di scambio del governo argentino: un altro precedente c’ era stato anche nel 2005 e anche allora i ricorsi erano stati rigettati in tutti i gradi giudizio. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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