26 Maggio 2019

Addio silenzio elettorale, tutti in chat

scontro polemiche per i tweet del ministro salvini e per un servizio su raitre interviene anche calenda. e il codacons chiede di oscurare gli account social
Manuel Fondato La campagna elettorale, si sa, ha il suo cerimoniale o forse sarebbe più corretto dire aveva: il venerdì conclusione di comizi ed eventi entro mezzanotte, il sabato ventiquattrore di riflessione in silenzio ristoratore e la domenica apertura delle urne. Ultimamente, nell’ epoca dei social, il silenzio rischia di assumere un sapore un po’ vintage. Basta infatti veramente poco per violarlo, con gli avversari pronti a fucile spianato per sottolinearlo. Imputato numero uno, nemmeno a dirlo, il ministro degli Interni Matteo Salvini. Sotto accusa non solo il suo profilo social con ringraziamenti a chi ha partecipato ai suoi comizi, il tweet «scriviamo il futuro» e un video di propaganda con l’ hashtag #domenicavotoLega ma anche il suo intervento su Raitre alla rubrica «Il Settimanale», spazio in cui ha parlato anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Le reazioni del Pd e della sinistra hanno costretto il direttore della Tgr Alessandro Casan in a scusarsi: «Ho subito chiesto di appurare la catena di responsabilità che ha causato questo incidente. Per quanto mi riguarda chiedo scusa a tutti per quanto accaduto». Anche Silvio Berlusconi, su Twitter, ha ringraziato i cittadini e invitato a votare FI: «In questa campagna elettorale, come sempre, non mi avete mai fatto mancare il vostro sostegno e la vostra vicinanza. Vi chiedo un ultimo sforzo, il più importante: domani, dalle 7 alle 23, votate Forza Italia e scrivete Berlusconi». Inoltre sia Salvini che Luigi Di Maio sono intervenuti per esprimere solidarietà ai lavoratori a rischio della catena Mercatone Uno. L’ ex ministro Carlo Calenda li ha rimbrottati su Twitter: «Uno rompe il silenzio elettorale, l’ altro non si accorge di un fallimento che lascia per strada 1.800 persone. Sono i due vicepremier, nessuno dei due ha mai lavorato, nessuno dei due ha capito come si lavora o come ci si comporta nelle istituzioni». Pere) dimentica di essere candidato anche lui e quindi tenuto a osservare le medesime regole. Altra polemica a Castelnuovo di Porto, portata alla luce dall’ ex senatore Francesco Aracri che ha accusato il sindaco Riccardo Travaglini, candidato nella circoscrizione Centro Italia di aver partecipato al Primo Festival dell’ Umanità, un evento, fortemente voluto dall’ amministrazione comunale. «Il primo cittadino si è rivolto alla platea parlando – la denuncia di Aracri – di temi come quelli legati al fenomeno migratorio: fenomeno che Castelnuovo di Porto conosce peraltro benissimo, ospitando per anni il tanto criticato Cara, che nel frattempo è stato svuotato. Insomma, con la scusa dell’ evento istituzionale, Travaglini avrebbe fatto campagna elettorale nel giorno del silenzio elettorale. Davvero un modo “originale” di gestire la cosa pubblica. Quello del “sindaco” è un comportamento illogico e fuori luogo, che stigmatizziamo». Un altro sindaco finito nel mirino è stato quello di Messina, Cateno De Luca. Il candidato di Forza Italia Saverio Romano ha annunciato infatti una querela nei suoi confronti. «In un video diffuso sui social media e sulla messaggeria dei telefoni cellulari, in modo grave e difamatorio, ai limiti della calunnia, si è permesso di accostarmi a un sistema, anzi a una cupola di “pupi e pupari”, da cui lui vorrebbe liberare la Sicilia» ha accusato Romano. Anche il Codacons ha preso posizione sulle violazioni del silenzio elettorale: «Nonostante la legge imponga in queste ore il silenzio elettorale, partiti e politici di ogni schieramento si sono scatenati su web e social network lanciando messaggi agli elettori, in piena violazione della normativa vigente». Il presidente Carlo Rienzi ha chiesto che siano oscurati gli account degli esponenti politici e dei partiti «che in queste ore fanno campagna elettorale sui social network».

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