23 Maggio 2006

Addio posta ordinaria

La posta “ordinaria“, quella che con 45 centesimi di bollo prometteva il recapito della corrispondenza entro tre giorni dalla spedizione, è stata abolita per decreto. Il testo, firmato dall`ex ministro della Comunicazione Mario Landolfi, ha infatti praticamente soppresso la tariffa della posta ordinaria, prevedendo solo l`inoltro per posta prioritaria alla tariffa da 60 centesimi ed ha cambiato le voci del tariffario per l`estero. Fino ad ora la scelta degli italiani si divideva più o meno a metà: ogni anno venivano spedite circa 80 milioni di buste in prioritaria e 70 in ordinaria. Il decreto distingue le “corrispondenze massive“ (in pratica la posta in quantità di aziende e uffici, gli inoltri pubblicitari ecc.) che avranno tariffe differenziate se “omologate“ o “non omologate“ (in base a specifiche indicate dalle poste) e a seconda se dirette in aree metropolitane, capoluoghi di provincia o aree extraurbane; per la posta “non massiva“, cioè in sostanza per le normali lettere e le cartoline spedite dagli utenti singoli, si applica la vecchia tariffa della posta prioritaria, con un occhio – ovviamente ? al formato. Ad esempio per le spedizioni all` interno dell`Italia di lettere o cartoline, nell`ambito del primo scaglione di peso (20 grammi) si pagheranno 60 centesimi per una corrispondenza di normale piccolo formato, od 1,40 euro per un formato che superi tali dimensioni; per l`estero si pagheranno adesso 65 centesimi per la “zona 1“ (Europa e bacino del Mediterraneo), 85 centesimi per la “zona 2“ (Africa ed Asia al di fuori del Mediterraneo e Americhe) e un euro per la “zona 3“ (Oceania). A questo nuovo aumento che grava sul bilancio delle famiglie italiane si oppone il Codacons, che con una lettera al nuovo Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, ha chiesto di revocare il decreto del 12 maggio 2006, entrato in vigore lo scorso 20 maggio. “Di fatto – afferma Carlo Rienzi, Presidente Codacons ? si tratta di un aumento occulto delle tariffe postali, che peserà sulle tasche degli utenti, introdotto con un furbo stratagemma simile a quello usato dalle Ferrovie, che hanno ridotto i treni interregionali in favore dei più costosi Intercity“. Contro il provvedimento il Codacons ha annunciato un ricorso al Tar. “Non ha senso dire che un servizio viene cancellato perché non lo usa più nessuno – conclude Rienzi – Se infatti in Italia le lettere spedite con posta ordinaria arrivassero in tempi brevi come avviene all`estero, vi sarebbe un accesso di massa al servizio. E i responsabili del suo funzionamento sono proprio coloro che decidono di incentivare l`utilizzo del francobollo prioritario e che quindi ci ricaverebbero dalla scomparsa della posta ordinaria“. Le Poste fanno notare che non sarà comunque il rincaro della corrispondenza a far fallire i bilanci delle famiglie italiane: nel paniere Istat i consumi postali di qualsiasi tipo incidono per lo 0,166 per cento delle spese totali. Più o meno 83 centesimi ogni 500 euro di spesa. Il boom dei telefonini e degli sms avrebbe – dicono – mandato in soffitta il vecchio sistema della carta e penna: la famiglia italiana media spedirebbe in posta ordinaria tre lettere all`anno. “Con l`introduzione delle tariffa unica – segnala una nota dell`azienda – le Poste semplificano e migliorano il recapito anche in prospettiva dell`apertura totale del mercato che avverrà presumibilmente entro il gennaio 2009“.

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