1 Aprile 2015

Addio alle quote e adesso l’ Italia punta al riordino

Addio alle quote e adesso l’ Italia punta al riordino

ROMA Chiuso ieri il trentennale capitolo delle quote latte, una nuova stagione si apre per il settore zootecnico. Da Bruxelles a Roma, gli allevatori sono scesi in piazza con le ansie, i timori e le speranze che accompagnano ogni rito di passaggio. Tutti chiedono sostegni, temendo un crollo del prezzo alla stalla e più concorrenti esteri, ma i toni sono diversi. A Bruxelles una veglia solenne, con tanto di marcia funebre, ha accompagnato il varco nel buio e la protesta dell’ organizzazione European Milk Board che ha chiesto urgenti misure anti-crisi. A Roma è prevalsa l’ ironia, con gli allevatori della Coldiretti che hanno lanciato lo slogan «no latte, no Expo» e chiesto alle mamme italiane di comprare latte made in Italy che dalle prossime settimane sarà riconoscibile sugli scaffali grazie al logo «Latte 100% italiano» promosso da Maurizio Martina, ministro dell’ Agricoltura che lo ha inserito tra le azioni strategiche per accompagnare il settore. La fine del regime delle quote latte «deve anche essere l’ inizio di una nuova stagione» ha dato la carica Martina ieri alla manifestazione della Coldiretti. «Per la prima volta abbiamo un logo unico per il latte fresco italiano e avvieremo una campagna di promozione mai fatta in Italia per rilanciare i consumi. Da qui ripartiamo per sostenere il settore, lavorando anche in prospettiva. Nel 2016 avvieremo il programma europeo “Latte nelle scuole”. C’ è poi un grande tema aperto che è il rafforzamento degli strumenti contrattuali e una migliore organizzazione interprofessionale della filiera, soprattutto a sostegno degli allevatori. Il governo c’ è, vuol fare la sua parte, lasciandosi alle spalle anche una cattiva gestione del settore». Solo una stalla su 5 è sopravvissuta al regime delle quote latte, lasciando in vita in Italia ad oggi 36mila allevamenti. «In Italia», sostiene Roberto moncalvo presidente della Coldiretti, «esiste uno squilibrio contrattuale lungo la filiera che determina un abuso, da parte dei trasformatori, della loro posizione economica sul mercato. Per questo la Coldiretti e il Codacons hanno chiesto con un esposto di fare luce sugli abusi di dipendenza economica a danno dei produttori di latte fresco all’ Autorità garante della Concorrenza e del Mercato». Martina ha auspicato l’ apertura da parte del Parlamento di una commissione d’ inchiesta sulla gestione, a suo giudizio, «scandalosa da parte della vecchia politica» della vicenda, costata a ciascun italiano oltre 70 euro, con 4,5 miliardi di euro pagati dall’ Italia a Bruxelles per le annose multe dei splafonatori.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this