3 Aprile 2010

Addio alla libreria Micozzi, diventerà un “Faggiani bis”

 

L’ ultimo appello «L’ affitto del locale è stato alzato a 5mila euro mensili e non riusciamo a pagare» Ancora qualche mese e, al posto della vecchia libreria Micozzi, aprirà un Faggiani «bis». Libri e degustazione «tipo wine bar» si spettegola in zona, per non rovinare la sorpresa d’ autunno di una novità commerciale appena annunciata. Cavatappi in vetrina Sui volantini l’ annuncio del «wine bar» Solo otto anni fa i due grandi vecchi di Mazzini (Micozzi, Faggiani) avevano sperimentato, lungo lo stesso marciapiede di via Ferrari, la tribolazione di una fine annunciata per via di un mercato immobiliare furioso. Era il 2002 ementre Salvatore Faggiani, accettava di saltare nel buio di un contratto da ottomila euro al mese, scaldando i forni e impastando freneticamente brioches, la sua vicina libraia, Isabella Micozzi, incassava la solidarietà dei vecchi clienti (fra cui Francesco De Gregori) e sperava nelle sovvenzioni per le botteghe storiche. (Non senza vendere cara la pelle: una delle ultime battaglie dei librai, intrapresa assieme al Codacons, fu contro l’ inveterata abitudine delle scuole di affiggere elenchi provvisori dei testi per poi cambiarli con l’ inizio delle lezioni). Per mesi, l’ insolita coppia, pasticcere – libraia, hanno condiviso la medesima apnea contabile, temendo di non sopravvivere alle richieste d’ affitto della nuova srl, subentrata anni prima ai costruttori Rosa. Pare che, prima di chiudere, i Micozzi abbiano cercato salvezza in un nuovo marchio che, a Roma, raggruppa decine di librerie tra centro storico e centri commerciali, ma che non è stato possibile. E allora è rimasto l’ unico modesto conforto della condivisione via web con la propria clientela (vedi sito Romatoday.it). «Micozzi chiude dopo 80 anni» si legge on line, e ancora «Tra qualche giorno la storica libreria potrebbe chiudere i battenti per via di uno sfratto esecutivo». Sempre in rete Alessandro Graziani, socio e amministratore di Micozzi, intervistato, lamentava: «L’ affitto del locale da quando il vecchio proprietario ha venduto alla "Southern srl" è stato alzato a 5mila euro mensili e non riusciamo a pagare. Da marzo 2008, poi, si incassa poco e le banche non fanno credito. Siamo riusciti appena a posticipare lo sfratto…». Poi le mail dei clienti, alcune affettuose altre decisamente meno gratificanti, come quella di un cliente – blogger della zona che scrive: «L’ unica persona valida rimasta è la signora Isabella per il suo interesse e umanità verso i clienti». Pronta la risposta dei titolari che rappresenta anche un giudizio sullo stato dell’ arte: «Se, da una parte, le nuove leve possono non essere all’ altezza delle vecchie – scrive il socio Graziani – è anche vero che la situazione oggi è diversa. Vendere libri scolastici, un tempo, significava mandare a scuola i ragazzi con strumenti appropriati. Oggi per i clienti significa spendere denaro che non servirà a niente per strumenti inutili e costosi la cui inutilità è testimoniata dall’ andamento della società…». Dunque Faggiani «bis» in autunno. Del resto, il raddoppio dei grandi vecchi della ristorazione (Giolitti è stato l’ ultimo ma prima Giorgio Antonini che, nel 2004, aveva rilevato il vecchio Ruschena) sembra particolarmente propizio per il crocevia di uffici giudiziari, studi professionali e indotto dei palinsesti televisivi. Merito anche, forse, delle strade larghe e della viabilità generosa del quartiere Mazzini.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this