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13 Dicembre 2012

Addio al sogno della casa Crollano mutui e acquisti

Addio al sogno della casa Crollano mutui e acquisti

 

Comprare casa è sempre più difficile, anche perché ottenere un mutuo diventa spesso un’ odissea tra costi elevati e onerose garanzie richieste dalle banche. Secondo l’ Istat la crisi del mattone si aggrava: nel secondo trimestre le compravendite di case e uffici sono scese del 23,7% rispetto a un anno fa. Si tratta delle variazioni peggiori dal 2008. Ma il crollo più drammatico lo si registra nei mutui che sono in caduta libera: -41,2% rispetto al 2011. In questa situazione, secondo gli operatori, una ripresa del mercato immobiliare potrà esserci solo a partire dal 2014. In dettaglio, prosegue l’ Istat, gli acquisti e vendite di case calano di meno nei grandi centri (-21,8%), mentre il ribasso è più contenuto nei centri minori (-25,1%). Anche per le compravendite di uffici la tendenza è la stessa più accentuato il calo nelle città più piccole (-27,0%) rispetto ai grandi centri (-21,0%). Per quanto riguarda i mutui nel secondo trimestre 2012 sono a 69.830 (-41,2%) rispetto ai 118.834 di un anno fa. A livello geografico sono le Isole (-58,3%) a registrare la flessione più marcata. Il dato peggiore arriva dalla Sicilia (-63,4%) e le Regioni più colpite sono quelle del Mezzogiorno: Molise (-63,1%), Puglia (-45,6%), Basilicata (-44%), Campania (-43,7%) e Calabria (-43,6%). Al contrario le Regioni dove il mattone frena un po’ meno della media nazionale sono quelle del Centro (-36%), in particolare il Lazio (-35,4%) e la Toscana (-35,7%). Mentre al Nord i dati ad arginare leggermente il crollo dei mutui sono Trentino (-36,7%) e Lombardia (-37%). Dati peggiori sui prestiti per le abitazioni arrivano poi dall’ Osservatorio di Assofin, Crif e Prometeia: da gennaio a settembre 2012 si è registrato un calo del 49,6% delle erogazioni di mutui per la casa. Per gli altri mutui (ristrutturazione, liquidità, consolidamento del debito, surroga e sostituzione) il crollo tocca il 74,8%. Ma a soffrire sono anche i piccoli prestiti concessi alle famiglie. Tra gennaio e settembre, secondo l’ Osservatorio, le nuove erogazioni del credito al consumo sono calate del 12%, con la prospettiva di arrivare a -5,2% a fine 2012 a fronte di una leggera attenuazione nel 2013 (-2,2%). In particolare, i finanziamenti nell’ auto sono scesi del 19%, i prestiti personali sono scesi del 15% (+4,3% nell’ intero 2011). Mentre la cessione del quinto dello stipendio/pensione registra ancora una volta, come nel 2011, il risultato peggiore (-20,2%). Secondo le associazioni dei consumatori, i dati sul crollo dei mutui diffusi dall’ Istat e quelli sul drastico calo del credito al consumo (-12%) sono il segno più evidente della recessione che ha colpito l’ Italia. «I cittadini – afferma il Codacons – non hanno più nemmeno la capacità di indebitarsi, accendendo mutui o ricorrendo a prestiti. Questi sono gli effetti della crisi che non solo si ripercuotono sulle scelte nell’ immediato delle famiglie, attraverso una riduzione dei consumi, ma anche su quelle a medio e lungo termine, come mutui o finanziamenti». In sostanza, afferma il Codacons, i cittadini «non hanno soldi oggi per acquistare case o altri beni durevoli, e non credono di averne in futuro, per cui rinunciano a chiedere mutui o a ricorrere al credito al consumo. Un segno di sfiducia evidente e preoccupante, che fa presagire scenari foschi sul piano economico per il 2013». La situazione peggiore alle Isole e al Sud Il credito al consumo in calo del 12% Il Codacons: gli italiani non hanno più la capacità di indebitarsi C’ è molta sfiducia.

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