13 Gennaio 2005

Addio al pane sfuso, dovrà essere imbustato e sigillato






Solo tre mesi, il tempo che la nuova legge regionale entri in vigore, e dovremo dire addio ai filoni e ai panini freschi che il salumiere avvolge nella classica carta di pane, dopo che il cliente li ha scelti e spesso anche improvvidamente toccati per verificarne la freschezza e il punto di cottura. Un rito, questo, agli sgoccioli. Già, perché il pane, in Campania, dovrà arrivare sui banconi dei negozi già imbustato e sigillato, un po? come avviene nei supermercati. Chi contravverrà, tra produttori e commercianti, sarà sanzionato con multe salate (dai 500 ai 2500 euro). È di ieri l?approvazione, da parte del Consiglio regionale, all?unanimità, della proposta di legge dei consiglieri di An, Franco D?Ercole e Salvatore Ronghi, sul confezionamento e la commercializzazione del pane in Campania. La legge è stata approvata dopo che la terza commissione consiliare, presieduta da Andrea De Simone (Ds), aveva espresso parere favorevole. La Regione Campania arriva prima in Italia su questa materia, e se dovremo dire addio al pane profumato e fragrante senza la sottile ma fastidiosa barriera di un cellophane, sarà per motivi di sicurezza sanitaria e per combattere l?abusivismo, soprattutto dei venditori della domenica, che a Napoli e in Campania imperversano. Sulle confezioni dovrà essere riportata l?indicazione della ditta produttrice, la data di confezionamento e ogni altro elemento identificativo richiesto dalla legge. Le rosette e i panini potranno essere confezionati in un unico contenitore, con un numero non superiore a cinque. Ma chi non vorrà rinunciare al piacere di acquistare il pane caldo appena sfornato non dovrà per forza volare a Parigi, dove le baguette sbattono allegramente nella busta della spesa contro ciuffi di insalata e il quotidiano: potrà invece andare nelle panetterie che il pane lo producono direttamente: sfuggono, infatti, agli obblighi della nuova legge questi panifici. In questo caso il prodotto, infatti, non subisce nessun trasporto, e non c?è rischio che debba passare di mano in mano. «È una rivoluzione culturale per la Campania – dice D?Ercole – con questa legge siamo la prima regione in Italia a fare un simile passo avanti nella direzione della civiltà e assestiamo un colpo alla vendita abusiva del pane». Approva il Codacons: «Finalmente viene arginata la fastidiosa abitudine della gente di palpare il pane», dice il portavoce dell?associazione consumatori, l?avvocato Pino Ursini. «Ora attendiamo che Regione e Comuni intervengano a regolamentare anche la vendita dei prodotti ittici, per favorire anche in questo caso la sicurezza alimentare dei cittadini». «Noi siamo contrari, contrarissimi», avverte invece Raffaele Maddaloni, presidente dell?Assipan provinciale, l?associazione panificatori. «Questa legge va contro gli artigiani, in particolare le piccole aziende. Gli spazi sono pochi, serviranno nuove attrezzature, nuovi dipendenti. I costi saranno maggiorati. Chi produce solo uno o due quintali sarà costretto a chiudere. Avevamo già segnalato i nostri problemi alla Regione attraverso l?Ascom, ma non ci hanno interpellato. Chiederemo almeno una proroga». «Con questa legge», spiega il presidente del Consiglio regionale, Bruno Casamassa, «oltre a tutelare un bene primario, si contribuisce alla rintracciabilità ed etichettatura dei prodotti agricoli, questioni che stanno a cuore al mondo agricolo ma soprattutto ai consumatori». La legge prevede una corsia preferenziale nell?accesso ai contributi previsti per gli artigiani dalla legge 28/87.

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