Addio ai regali di Natale E i consumi collassano
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fonte:
- Il Piccolo
di Furio Baldassi wTRIESTE Saranno stati magari i Maya che con le loro profezie sballate hanno aggiunto inquietudine a inquietudine. O, più probabilmente, l’ agghiacciante congiuntura economica attuale. Di sicuro c’ è che quello appena passato è stato il peggior Natale degli ultimi 10 anni sul fronte dei consumi. Parola del Codacons, che ha monitorato gli acquisti degli italiani fino alle ultime ore di apertura dei negozi. Pollice verso, dunque, per chi, commercianti in prima linea, sperava in una impennata delle vendite grazie agli acquisti dell’ ultim’ ora. Le casse sono rimaste desolatamente all’ asciutto. «Le famiglie – spiega l’ associazione dei consumatori – hanno fortemente tirato la cinghia, riducendo il numero di regali e la loro entità, e tagliando anche sulle spese per la casa». Il più tipico e clamoroso dei segni, continua l’ indagine, arriva addirittura dai classici addobbi, che nella stragrande maggioranza dei casi sono stati riciclati. Solo in un caso, che per certi versi era stato annunciato, gli italiani sono andati in contrortendenza: non si è badato a spese nel settore alimentare e si può dire dunque che a fronte di abeti natalizi più sgombri di pacchi dono si siano registrate delle tavole largamente e riccamente imbandite. Come dire: no al superfluo, che non c’ è trippa per gatti, ma non toccateci il cenone e il pranzo di Natale. Come risultato si è speso addirittura più dello scorso anno (mediamente il 5% in più) per panettoni, salmoni e quant’ altro. La lista della spesa degli italiani per il Natale 2012 è stata sforbiciata in profondità – secondo il Codacons – soprattutto nel settore regali, con cali drastici degli acquisti fino al -20%. Abbigliamento, calzature, arredamento e oggettistica per la casa i settori più colpiti, confermando un trend già visto in embrione nel 2011. Malissimo anche i comparti viaggi, ristorazione e cultura (-15%). Un’ altra conferma arriva dalle vendite che, come si suol dire, “tirano” ancora. Tengono discretamente, dunque, solo il settore giocattoli, informatica e hi-tech. Con questi dati, parte adesso la corsa alle spiegazioni. Con proiezioni ancora più preoccupanti. «Il calo delle vendite di Natale è il segno palese della crisi economica che investe il nostro paese e di una politica economica sbagliata che finora ha preferito aumentare la pressione fiscale anziché salvaguardare le tasche delle famiglie e incentivare i consumi – spiega il presidente Codacons Carlo Rienzi – È evidente come, in assenza di una inversione di tendenza, il 2013 si candidi ad essere come l’ annus horribilis sul fronte dei consumi, con pesanti ripercussioni per il settore del commercio e per milioni di attività che, alla luce dei pessimi dati di Natale, rischiano l’ imminente chiusura». Sotto il profilo alimentare, dati dettagliati arrivano dalla Coldiretti. Per il tradizionale cenone della vigilia e il pranzo di Natale nove italiani su dieci sono rimasti a casa con parenti o amici spendendo circa 2,5 miliardi di euro, il 10 per cento in più rispetto allo scorso anno. Le cifre emergono da una analisi della Coldiretti/Swg dalla quale si evidenza che in più di una tavola su cinque (21 per cento) non è avanzato proprio niente anche per effetto della crisi che ha spinto gli italiani a contenere gli sprechi; in un altro 54 per cento delle famiglie italiane la quantità di cibo avanzata è stata comunque ridotta o modesta. «La tendenza a ridurre gli sprechi da parte degli italiani è forse l’ unica notizia positiva della crisi in una situazione in cui in Italia sono aumentate del 9 per cento le persone costrette a ricevere cibo o pasti gratuiti in mensa o nelle proprie case» ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Gli italiani indigenti che hanno ricevuto pacchi alimentari o pasti gratuiti attraverso i canali no profit che distribuiscono le eccedenze alimentari hanno raggiunto – sottolinea l’ associazione – quasi quota 3,7 milioni, il massimo dell’ ultimo triennio, secondo la relazione sul “Piano di distribuzione degli alimenti agli indigenti 2012”, realizzata dall’ Agea. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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