1 Febbraio 2005

Addio a Rienzi, combattente della scuola

AVEVA 91 ANNI, SARÀ SEPOLTO A CAVA DE? TIRRENI

Addio a Rienzi, combattente della scuola

Fondò lo Snals ma negli ultimi anni criticò con la dirigenza sindacale

Era stato il fondatore del sindacalismo autonomo nel mondo della scuola e il promotore delle battaglie in favore degli utenti e dei consumatori. Una testimonianza di impegno indelebile quella di Vincenzo Rienzi, salernitano, che si è spento la notte scorsa nella sua casa di Roma all?età di 91 anni. Nel 1950 Rienzi aveva fondato il Sasmi, primo sindacato autonomo della scuola, avviando una serie di lotte in favore dei docenti e del personale non docente, che a Salerno gli costarono cinque giorni di carcere per una manifestazione di protesta non autorizzata. Da quelle lotte presero il via una serie di proposte che negli anni hanno modellato l?ordinamento scolastico e il trattamento di status dei docenti. Divenuto presidente dello Snals (nato dall?unificazione dei sindacati autonomi della scuola) e direttore della rivista «Rinascita della scuola», Rienzi ha intesificato la sua iniziativa pubblica stabilendo rapporti con personalità del mondo politico e religioso come Giulio Andreotti e il cardinale Camillo Ruini. Elemento caratterizzante della sua azione sindacale è stato quello di sviluppare iniziative trasversali ai predeterminati schieramenti politici. Ne è prova la battaglia che ha ingaggiato, nel percorso di riforma della scuola, sia contro il ministro Luigi Berlinguer che contro il successore Letizia Moratti. Proprio contro la riforma Moratti, Rienzi presentò ricorso al Tar del Lazio per violazione della Costituzione. Lo scorso anno, all?età di 90 anni, Rienzi, padre dell?avvocato Carlo, fondatore del Codacons, si era anche candidato alle elezioni europee nella Listaconsumatori. Ma la ragione del suo impegno restava il sindacato anche se negli ultimi anni, pur continuando a presiedere lo Snals e l?Assi (Associazione scuola secondaria italiana) aveva preso e distanze dalla dirigenza dell?organizzazione. Nei suoi articoli pubblicati sulla rivista «Rinascita della scuola», Rienzi aveva accusato i dirigenti sindacali di «aver tradito gli interessi della categoria» e di «aver portato il sindacalismo autonomo a perdere l?indipendenza dai partiti e dal governo». Non meraviglia pertanto che nel necrologio pubblicato oggi sui giornali venga ricordata una sua amara frase: «Al mio funerale voglio i veri amici, non i dirigenti del sindacato». Domani il rito funebre a Roma nella chiesa di San Francesco a Ripa.

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