Addio a D’ Aloia, dal Vallo il grido d’ allarme: altri come lui
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fonte:
- Il Mattino
Pasquale Sorrentino Questa mattina la comunità di Sala Consilina saluterà per l’ ultima volta Michele D’ Aloia, il cinquantenne imprenditore che si è tolto la vita giovedì, impiccandosi all’ interno del capannone dell’ azienda adiacente alla propria abitazione. I funerali si terranno alle 10,30 nella chiesa di Sant’ Antonio. È forte lo sgomento e la commozione da parte dell’ intero Vallo di Diano. D’ Aloia, infatti, per anni ha lavorato e vissuto, con la sua famiglia, a San Pietro al Tanagro gestendo una impresa di alimentari. Da qualche tempo aveva deciso di dedicarsi all’ edilizia. La nuova azienda, però, secondo quanto è trapelato dopo l’ estremo gesto, non aveva importanti lavori da diverso tempo e questo può aver contribuito alla decisione di D’ Aloia, che avrebbe scritto in un biglietto i motivi che lo hanno indotto al suicidio. È, però, giallo sulla lettera d’ addio, di cui non c’ è stata la conferma da parte degli inquirenti, anche se sembra l’ abbiano letta diverse persone. La morte di D’ Aloia ha riportato alla ribalta anche il problema dell’ imprenditoria valdianese e nazionale. «Viviamo una situazione tragica», ha ricordato il presidente dell’ Assoimprenditori del Vallo di Diano, Valentino di Brizzi. La notizia è stata ripresa anche dal blog di Beppe Grillo, in un commento firmato da Roberto De Luca, presidente del Codacons territoriale. «A Sala Consilina – si legge nel post – un imprenditore edile di 50 anni si è tolto la vita. La vicinanza e la solidarietà alla famiglia sono oggi un obbligo per ognuno di noi. Da domani, tuttavia, dovremo esprimere solidarietà con un impegno sempre più concreto, per trovare una vera via di uscita da questa tragica crisi sociale ed economica. Da troppo tempo queste notizie vengono riprese solo dalla cronaca locale, mentre attengono a un contesto più generale dato che la crisi sta colpendo le fasce più esposte dell’ intera società italiana». Poi l’ appello: «Vorrei che queste notizie venissero riportate a livello nazionale, perché il disagio di Sala Consilina non si nasconda nelle cronache locali, senza rendere partecipe l’ intera Nazione (se ne esiste ancora una)». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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