21 Giugno 2012

Ad aprile scivolano anche gli ordini (-12,3%)

Ad aprile scivolano anche gli ordini (-12,3%)

Emanuele Scarci MILANO Primavera fredda per l’ industria, forse oltre ogni aspettativa. In aprile il fatturato dell’ industria registra, secondo l’ Istat, una diminuzione dello 0,5% rispetto a marzo, quale risultante di un arretramento dello 0,1% sul mercato interno e dell’ 1,4% su quello estero. Anche tenendo conto di un giorno lavorativo in meno rispetto ad aprile 2011, il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 4,1%, con un tonfo del 7% sul mercato interno e un aumento del 2,6% su quello estero. Insomma l’ export tiene ancora ma diventa un filo sempre più sottile e non riesce a compensare la contrazione del mercato domestico. Deboli anche gli ordinativi: -1,9% su base congiunturale mentre l’ indice grezzo segna un -12,3%. «I dati danno il segno della sofferenza – osserva Fedele De Novellis, economista di ref. – ma il confronto tendenziale peggiora i dati a causa di una Pasqua caduta in periodi diversi nel 2011 e nel 2012. E il modello di destagionalizzazione non lo pesa adeguatamente. Quindi i dati reali sono meno brutti di quanto appaiono. Inoltre lo scivolone dei beni intermedi conferma che è in atto una fase di destoccaggio: le imprese, prive di liquidità, danno fondo al magazzino e non fanno ordini, ma prima o poi dovranno farlo». Di tutt’ altro segno la visione di Luigi Sbarra, segretario confederale della Cisl, secondo cui «i dati su fatturato e ordinativi confermano come la recessione in atto stia trascinando l’ industria verso un’ inarrestabile caduta che sembra non aver fine, con l’ aggravante che ormai anche l’ export comincia a segnare il passo». Timori vengono espressi anche dal Codacons che sottolinea la gravità del forte calo tendenziale registrato dall’ alimentare (-6,1%), «ossia di un settore di punta dell’ economia italiana costituito da beni di prima necessità». Tornando ai dati Istat, gli indici del fatturato segnano diminuzioni congiunturali per quelli energetici (-9%), intermedi (-1,9%) e di consumo (-1,7%). In aprile l’ indice del fatturato corretto segna variazioni tendenziali positive nei settori della fabbricazione di mezzi di trasporto (+22,7%, dovuto al forte incremento registrato nell’ industria cantieristica), della produzione di prodotti farmaceutici (+3,2%) e di prodotti petroliferi raffinati (+0,5%); le contrazioni più marcate si registrano nell’ estrazione di minerali (-12,3%) e nella metallurgia e prodotti in metallo (-11,5%). Sul fronte degli ordinativi, tutti i settori risultano in calo, a partire dalla fabbricazione di mezzi di trasporto (-16,5%), di macchinari (-15%) e apparecchiature elettriche (-13,3%). «Una delle conseguenze della recessione – aggiunge De Novellis – è che la caduta della domanda interna si è riversata in misura rilevate sull’ import. Questo effetto comporta che parte della nostra crisi si scarica sui beni prodotti da altri paesi. Dal confronto fra l’ andamento della domanda interna e quello del Pil, si osserva comunque una recessione meno intensa rispetto all’ entità della caduta della domanda interna». Che fare? Il recente decreto sviluppo è un prima risposta alle necessità del sistema produttivo tuttavia «manca – conclude Sbarra – un vero progetto strategico di politica industriale capace di riposizionare il nostro sistema produttivo, governare le tante crisi aziendali e sostenere le Pmi». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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