Acquisiti gli atti di palazzo Koch
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fonte:
- Libero
? ? ? A Siena il suo arrivo era atteso quasi come quello di un fantino per il Palio. Ma un’ improvvisa malattia ha bloccato Antonio Rizzo . E così è slittato l’ interrogatorio in procura con l’ ex dirigente della Dresdner Bank, il colosso finanziario che faceva operazioni con il Monte dei paschi di Siena ora sotto la lente dei magistrati senesi. Rizzo, sentito già come testimone nel 2008, disse in quell’ occasione ai magistrati di Milano che inl Mps c’ era «una banda del 5 per cento perché su ogni operazione prendeva tale percentuale». In quell’ occasione Rizzo fece i nomi di Gianluca Baldassarri e Matteo Pontone. I pubblici ministeri che conducono l’ inchiesta sullo scandalo del Monte sono stati al lavoro anche ieri per proseguire le attività di indagine. Rizzo raccontò alla Guardia di finanza, come riportato sui verbali, che nel marzo 2008 era «andato a cena con Michele Cortese (che vendeva prodotti finanziari per Dresdner Bank, ndr) il quale sostanzialmente mi ha detto che, a suo avviso, ma il fatto sembrava notorio, Pontone e Baldassarri avevano percepito una commissione indebita dell’ operazione per il tramite di Lutifin. Mi disse anche che i due erano conosciuti come la banda del 5% perché su ogni operazione prendevano tale percentuale». I legali di Baldassari, ieri, hanno pubblicato una lettera sul Corriere della sera per dimostrare l’ estraneità alla vicenda dell’ ex capo della finanza della banca oggi guidata da Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Da Siena a Roma. Da una procura all’ atra. Sono a disposizione dei piemme della Capitale i documenti richiesti alla Banca d’ Italia e alla Consob nell’ ambito dell’ indagine preliminare su eventuali risvolti romani nella vicenda Mps. Al procuratore aggiunto Nello Rossi e ai sostituti Michele Nardi e Giorgio Orano gli enti di vigilanza hanno dato la massima collaborazione e gli investigatori avrebbero già proceduto all’ ascolto di alcune persone dalle quali hanno poi ricevuto le documentazioni richieste. Per ora i fascicoli restano divisi nelle varie sedi giudiziarie, ma non è escluso che nelle prossime settimane si decida di portare tutto il carteggio a Siena. Nessun attrito tra i magistrati. Non a caso, al Palazzo di Giustizia di Roma, ieri, si sottolineava anche come con Siena ci sia totale collaborazione. Sono stati presi contatti e scambi approfonditi di informazione e allo stato si conferma che la competenza a svolgere accertamenti è tutta senese. Tra i reati che Roma ipotizza contro ignoti sono quelli di ostacolo alla vigilanza oltre che di manipolazione del mercato. Ora la documentazione ricevuta sarà esaminata a fondo A MACCHIA D’ OLIO Lo scandalo finanziario legato ai derivati che ha investito il Monte dei Paschi (nella foto l’ ex presidente Giuseppe Mussari) si sta allargando a macchia d’ olio da Siena nel resto d’ Italia. Api per studiare l’ esistenza di eventuali problemi di competenza. Negli esposti arrivati a piazzale Clodio, presentati anche dal Codacons e da alcuni cittadini, sono citati, tra gli altri, la rappresentazione ingannevole di alcune operazioni, come la ricapitalizzazione della banca toscana. L’ esposto del Codacons ricalca il ricorso presentato al Tar del Lazio con la richiesta di annullamento della delibera con la quale il direttorio di Bankitalia aveva espresso parere favorevole al Tesoro per l’ emissione di Monti -bond da 3,9 miliardi di euro da parte dell’ istituto di credito senese. Frattanto si muove pure la Consob. La Commissione che vigila sui mercati e la Borsa ieri ha convocato Ernst & Young, in qualità di nuovi revisori di Mps. L’ incontro con ivertici dell’ authority guidata dall’ ex viceministro dell’ Economia Giuseppe Vegas, rendono noto fonti informate, è fissato per i primi giorni della prossima settimana. La Consob ha già ascoltato nei giorni scorsi i revisori contabili precedenti di Kpmg.
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