7 Agosto 2009

Acquedotto colabrodo Dal Palagetto si leva la protesta

 
 «NOI, VIA PISANA e dintorni, via Redipuglia, Montegrappa e dintorni, Romituzzo, Bernino non ce n’è abbastanza per una richiesta collettiva alla magistratura»? Se tutta Poggibonsi se ne lamenta, il Palagetto, periferia cittadina sulla strada per San Gimignano, delle continue rotture dell’acquedotto non ne può proprio più e lancia l’idea di una class action’, un’azione giudiziaria collettiva per chiedere non denaro, ma verità. L’idea nasce all’improvviso in un gruppo di residenti che segnalano in redazione l’ennesima rottura in via Brunelleschi e si sentono dire che qualcuno li aveva preceduti. «L’idea non ci è venuta perché vogliamo un riscarcimento in soldi precisano poco dopo Quello che vorremmo è che un giudice stabilisse una volta per tutte di chi è la responsabilità, perché siamo stanchi di sentir dire dai diretti interessati che non è colpa loro. Non sarà mica nostra! O del fatto, che, a quanto pare, ce l’ha a morte coi poggibonsesi e li colpisce con l’acquedotto come non fa in nessun altro posto. Siamo un esercito di cittadini colpiti da questa specie di piaga biblica’, tutti insieme potremmo almeno chiedere che l’autorità giudiziaria accerti se ci sono o no responsabilità. Dopodichè non cambierà nulla, ma almeno nessuno potrà più dirci che dipende da qualche disgraziata fatalità». I dubbi sull’attuabilità di un’azione giudiziaria collettiva in Italia, non scoraggiano gli arrabbiati.  «Non chiediamo mica una condanna spiegano Chiediamo solo un’accertamento della verità: se le associazioni dei consumatori hanno potuto fare qualcosa di simile per le banche o per certi quiz televisivi (recente il caso di Affari tuoi’ e dell’azione del Codacons ndr) potrebbero farlo anche per noi».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this