30 Settembre 2016

«Acque salate» a Pachino, parti civili ammesse

«Acque salate» a Pachino, parti civili ammesse

il tribunale di siracusa ammette in giudizio il comune di pachino, codacons, codici sicilia, codici onlus e 5 privati in breve
Il deputato regionale di Grande Sud-Pid Giuseppe Gennuso e Walter Pennavaria devono rispondere di truffa aggravata, adulterazione di sostanze alimentari e frode nell’ esercizio del commercio. Daniela Franzò OOO Il tribunale collegiale di Siracusa ha accolto tutte le richieste di costituzione di parte civile alla prima udienza del processo nei confronti del deputato regionale di Grande Sud-Pid Giuseppe Gennuso, in qualità di amministratore di fatto, e l’ amministratore legale del “Consorzio Granelli” Walter Pennavaria, entrambi chiamati a rispondere di truffa aggravata, adulterazione di sostanze alimentari e frode nell’ esercizio del commercio nell’ ambito dell’ inchiesta denominata «Acque salate» per la quale entrambi sono stati raggiunti lo scorso novembre dal divieto di dimora nel Comune di Pachino per la durata di due mesi. Al termine di una lunga schermaglia procedurale che ha visto contrapposti da una parte i difensori degli imputati, gli avvocati Mario Fiaccavento, Giuseppe Calafiore e Corrado Di Stefano, e dall’ altra i legali di parte civile, il tribunale ha sciolto la riserva respingendo le eccezioni sollevate dai primi e ammettendo in giudizio i secondi. Parti civili ammesse nel processo sono il Comune di Pachino, patrocinato dall’ avvocato Francesca Pennisi, le associazioni Codacons, Codici Sicilia, con sede a Palermo, e Codici Onlus con sede a Roma, rappresentate dall’ avvocato Manfredi Zammataro, e cinque privati patrocinati dall’ avvocato Giovanni Giuca. La difesa si è opposta all’ ingresso nel processo delle parti offese sostenendo che i privati non sarebbero legittimati in quanto manca agli atti la copia dei contratti, le associazioni perché non hanno prodotto l’ originale dei rispettivi statuti, ed infine il comune di Pachino perché non è soggetto preposto al controllo delle acque. Tutti rilievi che il tribunale collegiale ha respinto. Il processo, approdato in tribunale su richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Procura e accolta dal gip, è stato aggiornato a novembre. Secondo quanto contestato dalla magistratura, le società «Consorzio Granelli» e «Granelli Gestione Acquedotti Srl» avrebbero distribuito agli abitanti delle contrade Granelli -Chiappa acqua non idonea al consumo umano proveniente da un pozzo trivellato della stessa zona nonostante avessero promesso all’ utenza, in occasione della stipula dei contratti di allaccio alla rete idrica, che l’ acqua somministrata sarebbe stata potabile poiché proveniente dal vicino acquedotto del Comune di Ispica. Accuse che sia l’ esponente politico che l’ imprenditore coimputa to hanno respinto tenacemente già nel corso dell’ interrogatorio di garanzia condotto davanti al gip. Gennuso ha contestato, in particolare, il ruolo di amministratore di fatto del consorzio sostenendo di non avere eseguito pagamenti con la propria firma e di non avere speso il suo nome nei rapporti bancari limitandosi a svolgere compiti di semplice socio e utente dello stesso consorzio. L’ indagine, scattata in seguito alla denuncia di tre residenti, prende in considerazione un periodo compreso tra il 2013 e ottobre 2015. (*DFR*) IN BREVE.

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