9 Maggio 2014

Acqualatina, aumenti tariffari d’ ufficio

Acqualatina, aumenti tariffari d’ ufficio

IL CASO Aumento d’ ufficio per le tariffe di Acqualatina. Dopo la conferenza dei sindaci del 28 marzo, in cui fu denunciato un possibile aumento del 18% da primi cittadini che, abbandonando la seduta, fecero cadere il numero legale, l’ Autorità garante potrebbe entro 30 giorni approvare con silenzio assenso l’ aumento del 6,5% richiesto dal gestore nella sua istanza. Una circostanza emersa a margine, ieri, del convegno Il servizio idrico integrato nel Lazio, organizzato dall’ Otuc, dalla Consulta dei consumatori, dalla Provincia e dall’ Ato4, e moderato da Antonio Villano (presidente dell’ Otuc) cui hanno preso parte Massimo Cusumano (presidente del Codacons), Antonio Bottoni (presidente della Consulta dei consumantori), Angelica Vagnozzi (segretaria tecnica Ato4), Giorgia Ronco (ufficio tariffe dell’ autorità per l’ energia elettrica, gas e servizio idrico), Raffaele Di Stefano (Garante regionale del sistema idrico) e Raimondo Besson, l’ ad di Acqualatina ( nella foto con Vagonzzi ). Acqualatina ha infatti presentato la propria istanza di richiesta di aumento tariffario e ora l’ Autorità per l’ energia dovrebbe diffidare entro pochi giorni l’ Ato 4 all’ approvazione della tariffa. Per questo, l’ Ato si riunirà stamattina, per decidere se e quando convocarsi come conferenza dei sindaci. In caso contrario, trascorsi i 30 giorni dalla diffida, l’ Autorità garante darà l’ aumento tariffario per approvato. Al centro dell’ acceso dibattito di ieri con gli utenti presenti in sala, proprio la questione morosità, alla base dell’ aumento per il recupero dei costi, con Besson che si è appellato alle istituzioni «per combattere questo cancro, che va ora a scapito degli utenti onesti». Ieri, intanto, il Cda di Acqualatina ha approvato la bozza di Bilancio 2013 da presentare all’ assemblea dei soci. Il bilancio, pari a quasi 90 milioni di euro, torna in attivo, anche grazie alle poste sui servizi accessori che il Tar Lombardia ha consentito di far tornare nella disponibilità del gestore, contrariamente alla normativa che, dal 2012, li aveva bloccati in un fondo per nuovi investimenti. Ad esempio gli allacci, che per Acqualatina, nel 2012, valevano circa 2 milioni di euro e che, tornando introito della società, azzerano le perdite del 2012 e costituiscono utile per il 2013. Allo stesso tempo, viene portato in riserva tutto il fondo nuovi investimenti, pari a circa 5 milioni di euro per il 2013. An.Ap. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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