9 Giugno 2011

ACQUA:ARSENICO;CODACONS A TAR,RISARCIRE DANNI AI CITTADINI

 
GIUDICI,17/11 MAXI-UDIENZA DI MERITO PER TUTTI RICORSI PROPOSTI

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 09 GIU – Condannare i ministeri dell’Ambiente
e della Salute, le regioni Lazio, Toscana, Umbria e Lombardia,
le province autonome di Trento e Bolzano a risarcire i danni ai
cittadini per l"allarme arsenicò nell’acqua, ordinare alle
amministrazioni di attivarsi per risolvere concretamente il
problema, ordinare una riduzione delle tariffe dell’acqua
tenendo conto della non potabilità in 128 comuni italiani. Sono
i motivi di tre ricorsi amministrativi proposti dal Codacons,
per i quali il Tar ha rimandato la discussione al 17 novembre
per decidere direttamente nel merito, in una maxi-udienza nella
quale confluiranno altri tre ricorsi già depositati o in fase
di presentazione. La Commissione europea, alla fine
dello scorso anno, bloccò la richiesta dell’Italia di una nuova
deroga sulla sicurezza delle acque destinate al consumo. Più
precisamente – scrive il Codacons nel ricorso – la richiesta era
riferita a 128 comuni, di cui 91 nel Lazio, 8 in Lombardia, 10
nelle Province Autonome di Trento e Bolzano, 16 in Toscana e 3
in Umbria. Scoppiato l’allarme-arsenico, molti di quei comuni,
secondo il ricorso, si sono attivati inibendo il consumo fino al
ripristino della potabilità, ma secondo i ricorrenti senza
disporre un’equa riduzione delle tariffe. Per contro, Stato e
regioni "hanno lasciato che il problema venisse allo scoperto
solo a seguito della decisione dell’Ue nonostante fossero
consapevoli da anni della presenza di arsenico nelle acque dei
comuni coinvolti".
   Per il Codacons, quindi, c’é stata una "grave violazione
del principio di precauzione", essendo lo Stato in generale
limitato "a richiedere, per ben due trienni consecutivi, le
deroghe al parametro massimo di arsenico previsto dalla legge,
sottoponendo in tal modo i cittadini qui rappresentati ad un
ingente rischio per la propria salute".
   Motivo, questo, per chiedere un risarcimento per danno
patrimoniale (le spese sostenute dal momento della conoscenza
del pericolo per la salute), danno biologico (l’incidenza
negativa per la salute data dall’ingestione di acqua
contaminata) e danno morale (paura per la salute). La
quantificazione è: 600 euro per ogni abitante ricorrente. Non
solo; nei ricorsi si chiede al Tar di obbligare il ministero al
riesame dei criteri per la determinazione della tariffa
dell’acqua, e i comuni (definiti "le prime vittime
dell’inadempimento di Stato e Regioni") a ridurre le tariffe.
Non è escluso che il Tar domani emetta un’ordinanza istruttoria
per acquisire atti e documenti ‘istituzionali’. (ANSA).
 

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