29 Giugno 2014

Acqua sporca, serve indagine

Acqua sporca, serve indagine

Finiscono alla Procura della Repubblica di Catania i recenti disservizi idrici registrati nel Comune di Aci Sant’ Antonio. Frequenti interruzioni nel servizio per le quali il Codacons chiede ora di accertare eventuali responsabilità. Ad ufficializzare la notizia è stato ieri l’ avvocato Carmelo Sardella, dell’ ufficio legale regionale dell’ associazione che tutela i diritti del consumatore. «Nelle scorse settimane – ricorda lo stesso Codacons – era stato il primo cittadino santantonese Santo Caruso a scrivere per la stessa ragione al prefetto di Catania, ai carabinieri della locale stazione e all’ Acoset». Una lettera aperta per rappresentare “il grave disagio vissuto dalla comunità santantonese a causa delle lunghe interruzioni del servizio pubblico”. La situazione sembrava essersi in seguito normalizzata, grazie anche ad un potenziamento della fornitura deciso nel frattempo dall’ ente gestore; ma con l’ arrivo della stagione estiva si sono registrati nuovi problemi che hanno spinto ora il Codacons a mobilitarsi. «Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni da parte degli utenti – scrive Sardella -, che oltre alle frequenti interruzioni del servizio, riscontrano la fuoriuscita dalle tubazioni di sporcizia, sabbia e residui oleosi, con gravi rischi per la salute pubblica, il Codacons preannuncia una task force “Disservizi Acoset”, per raccogliere le varie lamentele. La situazione risulta ormai insostenibile e merita un approfondimento giudiziario con un’ indagine della magistratura». Il Codacons, spiega lo stesso avvocato Sardella, nell’ esposto depositato alla Procura della Repubblica di Catania ipotizza il reato di interruzione di pubblico servizio e di “avvelenamento” colposo di acque.

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