Acqua sporca Le richieste del Codacons
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
NICOTERA – «Mare e acqua, due beni naturali purtroppo tutt’ altro che valorizzati in una Regione che di essi potrebbe fare il proprio trampolino di lancio per turismo e non solo». A sottolinearlo Codacons Adoc e Articolo 32 per il tramite degli avvocati Claudio Cricenti, Paolo Fuduli e Vincenzo Fogliaro. «Purtroppo – proseguono – se per l’ acqua “potabile” neanche un processo è valso a risolvere definitivamente un problema che ha dell’ incredibile, se si pensa che a Nicotera dal 2014 è ancora vigente il divieto assoluto di uso d’ acqua, per il Mare, ogni anno, si assiste al medesimo problema con l’ avvicinarsi della Stagione turistica. I recenti fatti di Nicotera, San Ferdinando e Rosarno sono l’ ennesima riprova di quanto i cittadini si sentano defraudati di due beni della vita fondamentali». Alla luce di ciò, chiedono «l’ avvio di controlli sull’ utilizzo da parte di esercizi che utilizzano l’ acqua nei processi di produzione e distribuzione di alimenti e bevande, campagne di informazione circa il permanere del divieto, mediante la pubblicazione, di circolari, avvisi, anche mediante megafono, ecc.. anche alla luce dell’ imminente periodo di afflusso turistico, stante l’ evidente disagio che tale categoria di utenti potrebbe soffrire non ricevendo idonea informazione». Le associazioni ambientaliste chiedono «anche la predisposizione di una piattaforma pubblica attestante il monitoraggio dei parametri legislativi (d.lgs. 31/01) per assicurare l’ erogazione (e quindi anche in relazione alla rete idrica) di acqua conforme ai parametri legali ed idonea all’ uso umano». Con riferimento alla tutela del mare, «si chiede l’ avvio di azioni finalizzate a monitorare tale bene comune contro forme di inquinamento derivante dalle più svariate fonti, anche mediante interventi operativi per inquinamenti marini e costieri, avvalendosi di ogni struttura, ivi incluso il Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e, quando previsto, in collaborazione con il Dipartimento dellaprotezione civile». A tal fine per Codacons Aduc e Articolo 32 «sarà fondamentale individuare forme di controllo più stringenti sia con riferimento alla problematica degli allacci abusivi e degli scarichi non autorizzati che con riferimento al prelievo delle acque per espletare un maggior numero di analisi in una fascia d’ orario il più ampia possibile». In questo senso suggeriscono, tra le altre cose, l’ impiego di «una numerazione telefonica non a pagamento che consenta ai bagnanti di richiedere con immediatezza l’ invio di ispettori per prelevare campioni delle acque».
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