18 Settembre 2007

Acqua, sì del Tar a Codacons

Il Tar del Lazio ha dato ragione al Codacons e ha disposto l`annullamento del provvedimento di proroga del valore di soglia di alcune sostanze inquinanti, compreso l`arsenico, nelle acque destinate al consumo umano, adottato dai Ministeri della Salute e dell`Ambiente, e destinato ad orientare le Regioni e Province Autonome nell`ambito del territorio di rispettiva competenza. La sentenza del Tar – spiega l`associazione – annullando le proroghe ai limiti di tolleranza delle sostanze nocive nell`acqua (arsenico, nichel, cloruri, trialometani e fluoruri), ha reso di fatto illegale la distribuzione di acque con limiti superiori a quelli indicati dal Decreto legislativo 31 del 2001, limiti che il provvedimento annullato prorogava. Ed ora il Codacons diffida le Regioni Campania, Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia, Toscana e Puglia a bonificare le sorgenti per riportare i valori delle sostanze inquinanti entro le soglie stabilite dalla legge. La Provincia di Trento ha sempre sostenuto che la facoltà di introdurre delle deroghe non va ad incidere sui requisiti di qualità e salubrità delle acque richiesti a livello nazionale, ma che questa facoltà consente di modellare la disciplina sulla realtà di ogni territorio dove le acque presentano caratteristiche molto diverse. E pur non essendo chiamata in causa direttamente dal Codacons ha deciso di resistere nuovamente all`esecuzione della sentenza del Tar del Lazio.

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