25 Ottobre 2013

Acqua, rincari fino al 32%

Acqua, rincari fino al 32%

PERUGIA Dal canone fisso di depurazione alle tariffe legate ai consumi di acqua corrente, il rapporto (curato dall’ Aur) passa in rassegna l’ andamento sul servizio idrico per le utenze domestiche nel periodo 2008-2012. Un’ anticipazione dei risultati contenuti nell’ Osservatorio tariffe e tributi locali – Rapporto 2012, strumento adottato dalla Regione finanziato con fondi del ministero dello Sviluppo economico. Analizzando le voci che compongono la bolletta del servizio idrico, si scopre che il canone fisso (dovuto per aver semplicemente stipulato il contratto di fornitura) nel periodo in esame ha subito l’ aumento più consistente, del 36%, nell’ Ati 3 (Foligno-Spoleto). «Dinamiche di riduzione e di crescita tendono tuttavia a convergere verso un canone omogeneo dei quattro ambiti (35,7 Ati 1 e 2; 34 Ati 3; 35,9 Ati 4)», spiega Meri Ripalvella, ricercatrice Aur. È sulle tariffe a consumo che si evidenziano le disparità, con l’ Ati ternano che applica una diversa unità di misura con la quale viene definita l’ ampiezza degli scaglioni (litri per abitante/giorno, invece di metri cubi per utente/anno). Quanto agli Ati 1 e 2 nel periodo osservato si rileva un aumento del 16% della quota variabile (da 19 cent a 2,26 euro/metro cubo). Nell’ Ati 3, l’ aumento è stato del 29,7% (da 51 cent a 1,84), mentre nel ternano (famiglia di tre persone) le variazioni oscillano tra il -2,6% per consumi sotto i 29 metri cubi e il +26,8% dei consumi oltre gli 88 metri cubi, con tariffe che nei cinque scaglioni considerati variano da 37 cent a 4,59 euro/mc. Il focus restituisce comunque una stima della spesa complessiva sostenuta per il Servizio idrico integrato comprendente distribuzione idrica, fognatura e depurazione. Questo grazie a una simulazione che ipotizza quattro diverse tipologie familiari. Nel caso di single o vedovi, la spesa per consumi di 50mc l’ anno oscilla tra 80 (Ati 1-2) e 105 euro (Ati 4) con aumenti del 22 e 32%. Una famiglia di 2 persone spende 186 euro a Terni (+33%); 175 a Foligno (+31%); 145 a Perugia o Città di Castello (+24%). La spesa di un nucleo di tre componenti varia invece dai 222 euro degli Ati 1-2 (+23%) ai 269 dell’ Ati 4 (+32%), passando per i 265 dell’ Ati 3 (+31%). «Il costo dell’ Ati 4 è superiore a quello calcolato per l’ Ati 1 e 2 solo per un ipotetico consumo annuo di 150 mc divenendo addirittura il meno oneroso per consumi probabili (200 mc/annui) e maggiori (250 mc/annui)». La presentazione del rapporto è stata occasione di confronto nel forum promosso da Adiconsum, Codacons, Federconsumatori e Mdc dell’ Umbria. L’ assessore regionale, Fabio Paparelli, ha assicurato che «il nuovo disegno di legge regionale sulla tutela dei consumatori prevedrà il coinvolgimento dei cittadini nella definizione dei servizi pubblici locali tramite le associazioni dei consumatori». L’ assessore ha anche ribadito come l’ istituzione dell’ Auri «rispecchi la volontà di semplificare la gestione dei servizi idrico e dei rifiuti». Cristina Rosetti (Mdc) ha parlato di «situazione complessa, anche per l’ indebitamento di alcune società di gestione, auspicando un’ autorità nazionale per omogeneizzare le tariffe». «Con le attuali concezioni di politiche tariffarie non è chiaro con quali strumenti l’ Auri proceda all’ unificazione». Francesco Filippetti (Confesercenti) ha auspicato uno studio simile per le imprese («consumano per il loro lavoro, non per spreco») e «una vera liberalizzazione». Federico Fiorucci (Confcommercio) ha parlato di «acqua quale fattore della produzione per attività come alimentari, alberghi o autolavaggio: non può essere considerata una variabile indipendente, vanno introdotte economie di scala». Oliviero Dottorini, consigliere regionale Idv, auspica un focus che individui anche il rapporto tra costi e qualità del servizio idrico. «In presenza di perdite di rete del 37%, ad esempio, va capito se e come si è intervenuto». Maurizio Salari, presidente Vus, ha spiegato come l’ Ati 3 abbia investito 25milioni nella depurazione. «Un passaggio decisivo nella gestione del servizio: se si devono pagare 10 euro in più, l’ utente è soddisfatto se sa come sono state spese le risorse». Enrico Menichetti, presidente di Umbra Acque evidenzia come negli Ati 1 e 2 siano garantite le tariffe più basse dell’ Umbria. «La necessità di investimenti, che lo Stato non è in grado di coprire, ha inevitabili ricadute sulle tariffe ma la nostra mission consiste anche nel trovare le soluzioni tecniche e organizzative migliori per ridurre al massimo i costi». Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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