28 Novembre 2013

Acqua, rifiuti e trasporti, contratti condivisi con i Consumatori

Acqua, rifiuti e trasporti, contratti condivisi con i Consumatori

L’ ACCORDO Adiconsum, Codacons, Federconsumatori e Mdc dell’ Umbria parlano di evento spartiacque. Il riferimento è alla XIII Sessione programmatica Cncu-Regioni, svoltasi a Napoli il 18 e 19 novembre, conclusa con l’ approvazione di un documento nel quale si sostiene la piena attuazione delle linee guida, approvate il 26 settembre dalla Conferenza unificata, sui criteri da applicare per individuare i principi e gli elementi minimi da inserire nei contratti di servizio e nelle carte di qualità dei servizi pubblici locali. Documento che definisce anche il ruolo che le associazioni dei consumatori (considerate ormai portatrici d’ interessi, stakeholder) in relazione, ad esempio, a quegli aspetti da rendere oggetto specifico di confronto. Tra gli elementi minimi da inserire nei contratti di servizio, l’ obbligo per il gestore di emanare la carta della qualità dei servizi da redigere e pubblicizzare in base alle intese con le associazioni dei consumatori, da consultare obbligatoriamente; la verifica periodica dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio erogato; l’ istituzione di una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestore e associazioni, nella quale si dia conto dei reclami e delle osservazioni dei cittadini. L’ accordo prevede inoltre l’ istituzione di un tavolo di confronto permanente con l’ Anci e l’ adozione di un protocollo tra comune o azienda e associazioni dei consumatori; l’ inserimento di standard minimi di qualità e obiettivi di miglioramento da definirsi per ogni servizio; la definizione dei sistemi di monitoraggio e del miglioramento degli standard minimi con cadenza semestrale e con il coinvolgimento dei Consumatori. «Così si rilancia la partecipazione civica con un percorso comune tracciato da Ministero e Cncu – spiegano le quattro associazioni – e ribadito nella due giorni di Napoli nella quale si sono create le condizioni affinché le associazioni dei consumatori possano chiedere conto di ciò che non si è fatto. Enti pubblici e aziende fornitrici di servizi pubblici locali, invece, dovranno capire che non sarà più possibile by passare contratti di servizio condivisi o carte della qualità». Fa. Nu.

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