3 Agosto 2011

Acqua, ricorso contro la cauzione

La protesta corre sul filo del telefono, quello delle associazioni dei consumatori che hanno ricevuto centinaia di lamentele per l’ addebito nelle bollette idriche del deposito cauzionale applicato dal gestore. La risposta viaggia nero su bianco, porta la firma del presidente dell’ Anci, il sindaco Wladimiro Boccali, ed è lapidaria. «C’ è una regolare delibera approvata dagli Ati». Tradotto: il deposito non si tocca. Ma Adiconsum, Movimento difesa del cittadino, Federconsumatori e Codacons sono ormai sul piede di guerra contro un balzello ritenuto iniquo e che potrebbe diventare oggetto di un ricorso al Tar. «Abbiamo chiesto un incontro agli Ati uno e due – spiega Francesco Ferroni, segretario regionale Adiconsum – ma ci hanno risposto con una lettera spiegando che la delibera è del 2009, era nota, citando una serie di leggi nazionali. Ma da allora le cose sono cambiate». In due anni ci sono più famiglie in difficoltà e laddove l’ interlocutore è un comune o, al massimo, un organismo composto da comuni, la speranza è quella di ottenere almeno un confronto. «Per ora ci è stato negato – aggiunge Ferroni – ma non intendiamo fermarci ed anzi, un nostro avvocato sta valutando l’ opportunità di fare ricorso al Tar». Il tasto che l’ associazione intende battere è quello dell’ importo eccessivamente elevato. «Nella maggior parte dei casi, è tre volte superiore l’ ammontare dei consumi – rileva Ferroni – ed anche se c’ è una legge nazionale che regola il deposito cauzionale, a mutate condizioni delle famiglie sarebbe giusto cambiare anche le condizioni contrattuali». A maggior ragione se dietro l’ inghippo c’ è un interlocutore vicino come gli Ati e quindi i comuni. «Al di là dei richiami alla normativa, sul deposito cauzionale manca chiarezza. E’ vero che chi ha l’ addebito in conto corrente non lo paga, e questa la riteniamo una discriminante, ma il problema è di contenuto: l’ importo è troppo elevato e si prefigura più come un pagamento anticipato che come una cauzione. E se uno non paga cosa succede, il gestore attinge ai depositi cauzionali per coprire la perdita? Per non parlare di come sono gestiti tali importi: un monte di soldi che non si sa come sono amministrati. E se il ricorso passa, questa volta non si può fare come accaduto per l’ Iva sulla Tia: in questo caso i soldi vanno restituiti». Dal confronto sul deposito cauzionale a quello sui trasporti. Settembre si profila già come mese bollente con le associazioni dei consumatori che torneranno a chiedere l’ incontro per trovare la soluzione più intelligente possibile sulla vertenza relativa al servizio idrico. Ma in ballo c’ è anche la questione ferrovie con Federconsumatori che chiede alla Regione un incontro urgente con Trenitaia e le associazioni dei consumatori/utenti per chiarire le condizioni del trasporto ferroviario nella regione. All’ emergenza creata dai disagi causati dall’ incendio alla Tiburtina, si aggiunge quella delle soppressioni operate dall’ azienda ferroviaria «che – osserva Alessandro Petruzzi – hanno isolato ancora di più l’ Umbria essendo sospesi dieci Eurostar su 12 in orario con grave danno per i pendolari e, in questo periodo, anche per il turismo». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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