Acqua potabile, il Codacons chiede chiarezza
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Serra San Bruno Il Codacons scende in campo in favore dei consumatori e reclama il diritto all’ acqua potabile per tutti i cittadini.
«É doveroso intervenire sul gravissimo problema riguardante la potabilità dell’ acqua – scrive in una nota il responsabile locale del Codacons , Antonio Carnovale – in quanto in questi giorni molti cittadini sono legittimamente preoccupati dagli avvisi affissi dal Comune in tutto il paese e dagli articoli apparsi sulla stampa».
Carnovale fa riferimento all’ ordinanza n.
06 del commissario prefettizio, con la quale viene revocata la precedente ordinanza relativa al divieto, prima, e all’ autorizzazione di utilizzo, poi, dell’ acqua potabile per riallacciare il tutto all’ ultimo avviso del Comune che parla di sospensione della fornitura idrica agli utenti morosi.
«Premesso che rientra nei doveri di un ente pubblico – scrive Carnovale – recuperare le somme evase attinenti a mancati pagamenti di imposte e tasse comunali, si sarebbe però auspicato, da parte di chi di dovere una equivalente chiarezza e autorevolezza nell’ informare i cittadini, ancorché morosi, sui presunti interventi posti in atto e che avrebbero ridato nuova potabilità al liquido erogato dal Comune».
Precisi rilievi vengono fatti, inoltre, in merito all’ avviso di sospensione della fornitura.
«Dal punto di vista strettamente contrattuale – scrive ancora l’ avv.
Carnovale – vi è da parte di chi fornisce l’ acqua alle case dei cittadini un inadempimento grave, sia perché il bene somministrato non corrisponde alle qualità promesse e sia perché è vessatoria la clausola con la quale si "minaccia" la sospensione della fornitura».
Secondo il Codacons , quindi, «non sono bene determinati i presunti crediti vantati dal Comune anche laddove si pensi che non è stata fornita prova del corretto funzionamento del depuratore comunale e nonostante la sentenza della Corte Costituzionale che dichiara inammissibile l’ imposizione tributaria relativa ad un servizio inesistente e inefficiente, ancora non sono stati restituiti i soldi pagati in esubero dagli utenti, col rischio che tali crediti vadano in prescrizione».
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