Acqua, Poltu Cuadu resta all?asciutto
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fonte:
- L`Unione Sarda
Acqua, Poltu Cuadu resta all?asciutto
Potabilizzatore in tilt: drastici razionamenti nell?erogazione
Olbia. «Se non sprechi l?acqua il Codacons di premia regalandoti una settimana di vacanza in Kenia». Il singolare concorso, bandito qualche giorno fa, è diretto alle famiglie sarde, alle prese con una delle stagioni più siccitose che si ricordino. È chiaramente una proposta provocatoria per mettere le istituzioni di fronte alle loro responsabilità. Le omissioni, le scelte sballate e i ritardi non si contano più, con il risultato che interi paesi sono a secco e i cittadini devono arrangiarsi per tirare avanti. Tra i più ?fortunati? che potranno concorrere, con buona possibilità di vincere il premio, ci sono certamente i cittadini di Olbia che vivono a ?Poltu Cuadu? e in altri quartieri serviti dal potabilizzatore di ?Colcò?. Da oltre venti giorni il centro di potabilizzazione è pressoché inattivo per mancanza di ?materia prima?. Alimentato dall?acqua grezza proveniente da ?Sa Castanza?, ha dovuto ridurre al lumicino l?attività. Come accade ormai da anni tra giugno e luglio, ?Sa Castanza? si inaridisce e ?Colcò? deve chiedere aiuto al bacino del Liscia. La richiesta è partita oltre due settimane fa dall?ufficio Esaf di Arzachena, diretta alla direzione generale, a Cagliari, che l?avrebbe dovuta girare rapidamente al Consorzio di bonifica gallurese. Il Consorzio sta ancora aspettando ed anche un buon numero degli utenti di Olbia che, però, possono sempre sperare in una vacanza in luoghi esotici. Qualche maligno sospetta che i ritardi della direzione generale dell?Esaf siano dovuti al fatto che l?Ente avrebbe una pendenza nei confronti del Consorzio di bonifica di circa cinque miliardi. Si tratta dell?acqua fornita dal ?99 fino al 2001. L?Esaf avrebbe pagato soltanto in parte ?99 e il 2000 e sarebbe debitore di quanto dovuto per il 2001. Forse sono malignità ma il linguaggio delle cifre non ammetterebbe errori. Prosegue la corsa dei cittadini ad impiantare depositi e a comprare l?acqua dai venditori privati, con esborsi che gravano pesantemente sui bilanci familiari.
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