27 Marzo 2011

Acqua non potabile, si alza la voce della piazza

Acqua non potabile, si alza la voce della piazza
 

 Rabbia e costernazione da parte di centinaia di cittadini che sono scesi in piazza a Serra San Bruno per manifestare contro l’ inquinamento dell’ acqua potabile. Erano in tanti a dire basta ad una situazione di disagio che perdura da tempo e che mette a repentaglio la pubblica salute nonostante alle famiglie continuano ad arrivare bollette salate per pagare acqua proibita per gli usi umani. A comprova di tutto le ultime ordinanze del commissario prefettizio, che si susseguono ormai ripetutamente, per avvisare che l’ acqua proveniente dall’ acquedotto dell’ Alaco, è inquinata. I cittadini hanno risposto bene alla chiamata del Coordinamento delle Serre per il diritto all’ acqua, appositamente costituito, che ha promosso la protesta con un corteo per le strade principali della cittadina e una concentrazione in piazza Municipio dove è stato avviato il dibattito. Al centro della piazza il Coordinamento ha allestito un gazebo per la raccolta delle firme da presentare al commissario, invitandolo ad adottare i necessari provvedimenti e ad informare i cittadini sullo stato dei fatti. «Vogliamo – hanno dichiarato – chiarezza e trasparenza sulle analisi effettuate». A firmare il libro della protesta centinaia di cittadini e anche diversi movimenti politici e associazioni. «É vero – hanno chiesto dal Coordinamento – che il cloro combinandosi con sostanze organiche produce sostanze a loro volta cancerogene? Quale rischio corrono i cittadini che utilizzano generi alimentari prodotti da esercizi commerciali costretti ad utilizzare l’ acqua pubblica?». Nel merito Sergio Gambino, uno dei fondatori del Coordinamento, ha evidenziato che ci troviamo in una vera e propria emergenza sanitaria e ha invitato tutti alla protesta. L’ avv. Antonio Carnovale, presidente del Codacons, ha parlato di «paradosso» in quanto i cittadini non solo non vedono tutelata la loro salute, ma sono costretti a pagare come potabile l’ acqua inquinata. Carnovale, inoltre, ha proposto l’ avvio di un’ azione legale per svincolare il Comune dalla dipendenza della Sorical. A prendere la parola anche la candidata della lista Città degli Abeti, Rosanna Federico. «Parlo in qualità di mamma oltre che di esponente politico e, non essendo convinta fino in fondo della possibilità da parte del Comune di svincolarsi dalla dipendenza della Sorical, penso sia compito di tutti all’ indomani delle elezioni impegnarsi per risolvere definitivamente il problema». Il responsabile dell’ Udc, Antonio Andreacchi, poi, ha puntato il dito contro le formazioni politiche, evidenziando che «svincolarsi dalla Sorical non è certo facile, ma occorre un impegno serio da parte di tutti». Da parte sua Giuseppe Raffele, candidato della lista La Serra, ha evidenziato alcune delle reali difficoltà che impediscono questa autonomia: «Non si tratta di un problema di volontà, ma di fattibilità, in quanto occorre esaminare la possibilità reale di reperire almeno 32 litri di acqua al secondo di cui ha bisogno la cittadina per alimentare i serbatoi». L’ impegno per garantire al Comune l’ approvvigionamento dell’ acqua è stato, poi, ufficialmente preso dal candidato del Pdl, Bruno Rosi, che ha sollecitato l’ interessamento di tutti i cittadini. Oggi la protesta si sposta presso il piazzale dell’ Alaco dove è prevista una concentrazione di manifestanti nel piazzale antistante la diga.
 

 

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