12 Maggio 2013

Acqua non potabile da 20 anni il Codacons attacca il Comune

Acqua non potabile da 20 anni il Codacons attacca il Comune

 

POMEZIA Battaglia del Codacons contro il Comune di Pomezia per l’ acqua non potabile a Roma 2, il quartiere di Santa Palomba a ridosso della stazione ferroviaria. Da oltre 20 anni le circa 850 famiglie residenti non possono bere l’ acqua che esce dai rubinetti. Il complesso residenziale venne realizzato attraverso una convezione stipulata nel 1989 tra il Comune e i proprietari delle aree che prevedeva come l’ Ente locale dovesse «provvedere direttamente o attraverso un concessionario all’ approvvigionamento idrico». La torre piezometrica è stata costruita, ma l’ acqua viene ancora attinta dal vecchio pozzo edile vicino e non è potabile. A vietarne l’ uso umano era stato solo un anno fa l’ ex sindaco, Enrico De Fusco dopo le analisi effettuate dagli esperti dell’ Azienda sanitaria locale Rm H. Analisi che avevano evidenziato livelli di manganese nove volti maggiori rispetto a quelli consentiti della legge. L’ ex sindaco aveva inoltre ordinato al concessionario di allacciare il serbatoio idrico di Roma 2 al proprio acquedotto. Un’ ordinanza contro la quale il concessionario ha presentato ricorso al Tar non riuscendo però ad ottenere la sospensiva. Rigettato anche l’ appello davanti al Consiglio di Stato. Intanto, mentre il Comune di Pomezia continua ad essere debitore di circa 2 milioni di euro nei confronti del concessionario con cui è aperto un contenzioso, le 850 famiglie sono costrette a utilizzare l’ acqua minerale per cucinare e per lavarsi con costi assai elevati. Per questo il Codacons ha deciso di chiedere il risarcimento dei danni che l’ Ente locale ha prodotto a tutti i residenti di Santa Palomba titolari di un’ utenza idrica. Moira Di Mario © RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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