24 Giugno 2002

«Acqua negata, ricorsi per non pagare»



Quanto vale il disservizio nella distribuzione dell?acqua? Con lo spettro delle turnazioni, che per di più minacciano soprattutto le già tartassate periferie, si preannunciano una valanga di ricorsi. Obiettivo: tagliare le bollette, farsi riconoscere il principio che i contratti vanno onorati non solo dal contraente più debole, ma anche da quello che ha coltello, e rubinetto, dalla parte del manico.
Sotto accusa, soprattutto, lo stato delle infrastrutture idriche dell?Arin, colpevoli – assicurano gli esperti delle associazioni che tutelano il consumo – di una dispersione delle risorse che va dal 25 al 40 per cento (a seconda dell?interlocutore). Vero che i disagi, al momento, sono relativi (non per quella minoranza che li subisce, comunque). Ma la crociata dell?acqua, dicono le associazioni a chi si rivolge loro, non va fatta da soli. Nessuno pensi ad autoriduzioni. Ne avrebbe danno e beffa (e su questo sono d?accordo tutti gli interlocutori). E c?è chi pensa di avere trovato il punto molle dove affondare la spada: nelle clausole giudicate vessatorie del contratto, motivo, si assicura, di nullità di tutti i contratti che, dal ?90 in poi, le contengono. Non solo. Ai cittadini si lancia l?appello a farsi sorveglianti contro gli sprechi: sotto accusa i numerosissimi autolavaggi per auto e bus che, in giorni di penuria, continuerebbero imperterriti a sprecare l?acqua.
«Disservizio annunciato». Per l?avvocato Giuseppe Ursini del Codacons si piange sul latte sapendo da un pezzo prima che sarebbe stato versato. «L?ultima volta che si parlò della necessità di risanare le infrastrutture – dice – risale a pochi mesi fa, quando si aprivano le voragini e si accusavano le infiltrazioni dalle condotture dell?acqua. E l?Arin, mi si consenta, non ha letteralmente fatto un tubo. Procederemo con una diffida come organizzazione e tuteleremo chi vorrà ricorrere al giudice contro l?esazione della bolletta intera».
«Segnalate gli sprechi». Alfredo Capasso, per l?Acusp, ricorda che la sua associazione è su una linea di collaborazione con L?Arin («abbiamo firmato un protocollo a febbraio scorso»). Ma ricorda che la collaborazione deve essere reciproca. Quindi segnala l?indirizzo mail dell?osservatorio per i consumatori al quel segnalare ogni tipo di spreco: [email protected], fax 5791804.
«Speculazioni annunciate». Ciro Pesacane, per l?Acu, teme fenomeni speculativi sul prezzo dell?acqua minerale ed invita alla sorveglianza. Un po? controcorrente assicura che il problema «non è fare le cause, anche se lo spreco c?è ed è delittuoso. Il problema è obbligare l?Arin a rispettare gli obblighi». Anche il cittadino deve risparmiare la risorsa. E propone: quaranta litri al giorno a testa gratis. Il resto si paga caro.
«Ristoranti, rischio grave». L?avvocato Angelo Pisani, specializzato in controversie legali avanzate a nome del consumatore, ha studiato il contratto Arin per conto di ristoratori allarmati dall?emergenza che si potrebbe materializzare. Per scoprire che l?acqua potrebbe mancare, notte e giorno, in tutta la città e per quattro giorni e nulla, in teoria, sarebbe dovuto al cittadino. «Una clausola vessatoria – assicura – ricorreremo per la nullità di tutti i contratti Arin».
«Mail al Comune». Il Codacons, con Vittorio Carlomagno, annuncia una sollecitazione all?Arin, perchè il servizio sia ripristinato integralmente e chiede di appoggiare l?azione con mail e fax al comune. «Chiediamo alle istituzioni di usare il loro peso».

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