Acqua malata, strage silenziosa
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fonte:
- Corriere delle Alpi
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Venezia
- La Tribuna di Treviso
ROMA. L’ acqua malata uccide più delle guerre. Una strage silenziosa che ogni anno si porta via otto milioni di persone. Un eccidio senza uguali e al tempo stesso una minaccia che nel 2030, quando le risorse idriche del pianeta si saranno ancor più ridotte, terrà in assedio 3 miliardi di persone, vale a dire il 50 per cento della popolazione mondiale. A ricordare le cifre del disastro, nella Giornata mondiale dell’ Acqua, è stato ieri il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon. La siccità e l’ inquinamento dell’ acqua, ha detto Moon, fanno più morti di ogni violenza, conflitti armati compresi. E il riscaldamento globale non farà che peggiorare il quadro ed aumentare il numero degli assetati. I dati offerti dall’ ultimo rapporto dell’ Unep, l’ agenzia dell’ Onu per la protezione dell’ Ambiente, sono eloquenti. Circa due milioni di tonnellate di rifiuti (che si traducono in 2 miliardi di tonnellate di acqua sporca) vengono quotidianamente scaricati nei fiumi e nei mari del pianeta. Rifiuti che arrivano in gran parte dalle acque reflue non trattate, ma anche dai pesticidi usati in agricoltura e dai veleni di origine industriale. La mancanza di acqua pulita e in molte realtà anche dei sistemi fognari, si legge nel rapporto, uccide ogni anno 1,8 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni di età: morti per tifo, colera, dissenteria, gastroenterite. E a questi si aggiungono almeno altri due milioni di adulti. La situazione delle risorse idriche non è rosea nemmeno nella vecchia Europa che pure disponendo di sistemi igienico sanitari avanzati, sconta i danni dovuti all’ inquinamento e al sovrasfruttamento delle falde. Secondo i dati 2009 dell’ Agenzia Europea per l’ ambiente nel vecchio continente ci sono otto paesi sotto stress idrico: Italia, Spagna, Cipro, Bulgaria, Malta, Belgio, Germania, Inghilterra e Galles. E ben il 60 per cento delle città europee preleva dalle risorse disponibili più di quanto dovrebbe. Il sovrasfruttamento delle acque presenti nel sottosuolo ha già compromesso il 50 per cento delle zone umide europee mentre il 20 per cento delle acque di superficie (l’ Europa conta più di un milione di laghi) risulta inquinato. In molti luoghi, Italia inclusa, si stanno poi verificando fenomeni di salinizzazione delle falde: con l’ acqua di mare che penetra contaminando l’ acqua dolce. «Per il 2012 la Ue svilupperà un nuovo modello di salvaguardia delle acque, da quelle interne a quelle costiere», ha detto ieri il presidente Ue, José Manuel Barroso, ricordando che proprio in questi giorni gli stati membri devono consegnare i piani di gestione per 110 bacini idrografici. Ma se «l’ acqua è un diritto universale e non una merce», come ha detto ieri senatore del Pd Giuseppe Lumia, nel Belpaese la polemica riguarda proprio la legge, appena varata dal governo, che privatizza l’ acqua potabile trasformandola in un bene su cui lucrare. E che secondo il Codacons farà crescere le tariffe del 30 per cento in tre anni. Ovviamente a carico degli utenti.
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